Riattivare i servizi domiciliari e riaprire il centro diurno di San Martino, venerdi l’assemblea del piano di zona

7 Giugno 2023

Riattivare i servizi domiciliari e riaprire il centro diurno di San Martino, venerdi l’assemblea del piano di zona

Riattivare i servizi domiciliari e riaprire il centro diurno di San Martino, venerdi l’assemblea del piano di zona. I problemi dell’erogazione dei servizi sociali per i comuni irpini della Valle Caudina sono veramente tanti. Tutto dipende dal cattivo funzionamento dell’ambito sociale di cui fanno parte i comuni di Rotondi, Cervinara, San Martino Valle Caudina e Roccabascerana.

Il fatale accorpamento

Un cattivo funzionamento che si trascina da anni a causa dell’accorpamento di tutti i comuni piccoli con la città di Avellino. Con la conseguenza che persone deboli e fragili vengono lasciate sole con i propri familiari.

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Da venerdì 9 giugno tutto questo è destinato a cambiare. L’assemblea dei sindaci, infatti, apporterà una vera e proprio rivoluzione nel funzionamento dell’erogazione dei servizi. Ad esempio, verranno sbloccati i fondi che serviranno a riaprire il centro diurno di San Martino Valle Caudina.

Un centro che serve le persone di tutta la Valle Caudina e che il sindaco Pasquale Pisano ed il consigliere Pino Nista non hanno mai smesso di impegnarsi per la riapertura. Non solo l’hanno ottenuta, ma venerdì si saprà anche che le attività del centro verranno potenziate con dei corsi specifici rivolti alle persone che lo frequentano.

Evitare lo sfruttamento

Sempre nel corso dell’assemblea di venerdì verranno riattivati i servizi di assistenza domiciliari, anche quelli sospesi. C’è poi una sostanziale novità per gli addetti delle cooperative che svolgono questi servizi. Le cooperative verranno finanziate solo quando potranno dimostrare di aver pagato i loro dipendenti, altrimenti, non riceveranno neanche un euro. Un modo per evitare qualsiasi ripo di sfruttament.

Un interesse vero e serio verso servizi essenziali per i quali si dovrebbe remare tutti insieme e si dovrebbe, prima di parlare, conoscere la storia di questo piano di zona e le decisioni della Regione Campania, calate come una mannaia sulla pelle delle persone più deboli.

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