Rosso Immaginario: una mostra unica

Il Caudino
Rosso Immaginario: una mostra unica

È il museo nazionale del Sannio Caudino. È il nostro museo perchè racconta una storia millenaria, la storia della nostra terra e della nostra gente. Cinque o sei secoli prima della nascita di Cristo, quando Roma era poco più di un villaggio, in un territorio compreso tra il Taburno ed il Partenio, viveva una popolazione che intesseva rapporti culturali e commerciali con quella che, all’epoca, era la civiltà più moderna in Europa, quella greca. Stiamo parlando della civiltà  Sannitica che in Valle Caudina ha lasciato delle vestigia meravigliose e straordinarie. Vestigia che in parte, in piccolissima parte, sono esposte nel museo nazionale del Sannio Caudino. Museo che è stato allocato all’interno del castello di Montesarchio. La magnifica idea venne all’allora soprintendente ai beni archeologici, Giuliana Tocco. Una studiosa straordinaria, follemente innamorata della nostra terra, tanto da regalarci un museo nazionale. Un’opera continuata dalle sue eredi. È proprio una di loro, la curatrice del museo, la dottoressa Tomay ha pensato e realizzato la mostra, Rosso Immaginario. Una mostra, dedicata ai crateri attici di Caudium. Come  già detto, i Sanniti intessevano fiorenti rapporti con i Greci che si erano insediati nelle colonie del meridione. Le persone che appartenevano ai ceti più elevati facevano a gara a commissionare i vasi per abbellire le loro tombe ai migliori artigiani della Magna Grecia. Una parte di questi vasi costituisce il nucleo centrale della mostra Rosso Immaginario. La mostra è stata allocata nelle segrete del castello. Le celle, luoghi per secoli e secoli di sofferenze, grazie all’iniziativa, si sono trasformate in strumenti di cultura e di bellezza. Ma non finisce. La mostra è interattiva. Le figure e le storie, raccontate su i vasi, prendono forma e narrano i millenari miti greci. Ma non finisce qui perchè l’ingresso alla mostra ed al museo sono, completamente, gratuiti. Ed, infatti, sino ad oggi ha ospitato oltre 12mila visitatori. Tanto da costringere la Soprintendenza a prorogare la sua apertura sino a Settembre. Insomma, non si può non visitarla. E lo si deve fare con orgoglio perchè in mostra ci sono i nostri tesori, i tesori della Valle Caudina.

Peppino Vaccariello