Attualità

Rotondi, conti comunali: i cittadini seguano con attenzione questa difficile fase

di  Redazione  -  20 Marzo 2019
Rotondi. Ci ricolleghiamo al nostro ultimo precedente intervento pubblico.
Il gruppo Terramia esprime crescente preoccupazione per lo stato dei conti comunali e invita i cittadini a informarsi e ad avvicinarsi all’istituzione comunale.
Mentre la macchina amministrativa senza personale sperimenta difficoltà crescenti nella ordinaria e straordinaria gestione, non si ferma il flusso di richieste di pagamento di arretrati da parte di fornitori e privati.
Il fornitore del servizio elettrico lamenta oltre 32.000€ di bollette di utenze comunali non pagate dal 2012, cui si sommano ulteriori 10.000€ di interessi.
I crediti sono stati ceduti ad un Soggetto specializzato nel recupero crediti verso la PA, che si è rivolto al Tribunale di Avellino.
Guardando la lista di somme non pagate, spiccano due fatture del 2015 da 11mila e 12mila euro che con gli interessi sono oltre la metà della somma in gioco.
E in gioco ci sono anche 540mila euro (e interessi) che con professionale insistenza chiede da tempo Irpiniambiente (i cui inadempimenti sono stati unicamente contestati nel tempo dalla minoranza). Nella proposta di rateizzo che stiamo analizzando ci sono anche fatture non pagate dal 2013 fino al marzo 2017, anno in cui inizia l’impennata che porterà al 65% di differenziata in due mesi e su cui abbiamo chiesto spiegazioni (inutilmente, anche alla corte dei conti). Si tratta di un’epoca lontana in cui la differenziata era su valori ridicoli e su cui chiediamo verifiche e assunzioni di responsabilità dell’ufficio finanziario e dell’ufficio tecnico che devono controllare il servizio e validare le fatture.
Da pagare ci sono pure decine di migliaia di euro di arretrati alla Provincia (il Tributo per l’esercizio delle funzioni ambientali o Tefa, una tassa connessa alla Tari).
Sul tema, che porteremo in consiglio con una interrogazione ad hoc, stiamo chiedendo al revisore dei conti un supplemento di attenzione per il bilancio a venire e, inutilmente e inspiegabilmente finora, dati certificati all’ufficio finanziario.
A questi importi si aggiungono le richieste risarcitorie e spese legali che non mancano mai (e la cui gestione è da approfondire) e le richieste di imprese che devono attendere a lungo per avere almeno in parte il pagamento delle spettanze. Opera infatti da oltre un anno una decisione dell’Amministrazione di rateizzare i pagamenti per difficoltà di cassa, dando priorità a corrispondere per intero gli stipendi dei dipendenti comunali.
A poco serve dire che i Comuni, tanti, soffrono di problemi finanziari. Ogni Comune ha una sua storia e questa la stiamo narrando con ampiezza di dati da anni. Per spiegare l’attuale situazione delle finanze dell’Ente, il destino, la fortuna e la congiuntura si possono invocare fino a un certo punto. C’è  un nocciolo duro di amministratori di lunghissimo corso e di amministrativi plenipotenziari (i cui incentivi vanno finalmente commisurati anche a questi risultati, in discontinuità col passato) che devono fare una fondamentale assunzione  di responsabilità e dare risposte e spiegazioni finora negate. Gli amministratori seppur legittimati dal voto (plebiscitario nel 2016), hanno il dovere di rendere conto del proprio operato.
Lo scorso anno, nel disinteresse generale, il bilancio di previsione fu frettolosamente proclamato “un bilancio di verità” e sappiamo come è andata a finire. Vedremo presto quali nuove verità saranno proclamate in Consiglio.
Terramia
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