Rotondi: il sindaco Finelli si ribella alla chiusura dell’ufficio postale
E' una situazione vergognosa, denuncia il primo cittadino
Rotondi: il sindaco Finelli si ribella alla chiusura dell’ufficio postale. Da oltre un anno il Comune di Rotondi è privo del proprio Ufficio Postale, unico sportello presente sul territorio comunale e, ad oggi, unico presidio di servizi finanziari, considerato che in paese non esiste più alcuna filiale bancaria.
Una situazione che sta generando disagi enormi, soprattutto per anziani, persone fragili, cittadini non automuniti, costretti quotidianamente a recarsi nei Comuni limitrofi per riscuotere pensioni, effettuare pagamenti o svolgere anche le più semplici operazioni postali.
Dopo mesi di solleciti rimasti senza esito, il Sindaco di Rotondi, Sergio Finelli, ha deciso di compiere un ulteriore passo formale e deciso: nella giornata di ieri il Comune ha inviato due lettere ufficiali via PEC, una alla Direzione Generale di Poste Italiane e una al Prefetto della Provincia di Avellino, chiedendo un intervento immediato e chiarimenti definitivi.
“È una situazione che definire grave è ormai riduttivo – dichiara il Sindaco Finelli –. Da oltre un anno un intero paese è privato di un servizio pubblico essenziale.
Abbiamo ricevuto rassicurazioni, promesse, persino una comunicazione ufficiale in cui Poste Italiane ci garantiva la riapertura dello sportello entro il 31 dicembre 2025.
Nulla di tutto questo è avvenuto.”
Non solo: da settimane Poste Italiane non risponde più, né alle comunicazioni ufficiali del Comune né alle telefonate.
Un silenzio che l’Amministrazione comunale definisce inaccettabile e offensivo nei confronti della comunità.
Dalle informazioni tecniche acquisite dal Comune emerge che la chiusura dell’ufficio sarebbe stata inizialmente dovuta a un guasto alla rete telefonica e informatica, verificatosi durante precedenti lavori.
Un problema di semplice risoluzione, che avrebbe richiesto un ordinario intervento di ripristino.
Oggi, però, non è più chiaro quale sia il vero motivo per cui lo sportello non riapra.
“Qui non siamo davanti a un problema complesso – sottolinea il Sindaco – ma a un cortocircuito di burocrazia, rimpalli di responsabilità e totale mancanza di rispetto.
Nel frattempo a pagare sono sempre gli stessi: i cittadini.”
Proprio per questo, nelle lettere inviate, il Comune ha chiesto formalmente di chiarire se il protrarsi ingiustificato della chiusura possa configurare una grave compromissione di un servizio pubblico essenziale, con eventuali profili riconducibili all’interruzione di pubblico servizio.
“Non accusiamo nessuno a cuor leggero – precisa Finelli – ma quando un servizio essenziale viene sospeso per oltre un anno, senza spiegazioni e senza alternative, il problema non è più solo tecnico: diventa istituzionale.”
L’Amministrazione comunale ribadisce di non avere alcuna responsabilità diretta sulle cause del disservizio, ma di aver fatto – e di continuare a fare – tutto il possibile per difendere i diritti dei cittadini.
“Oggi possiamo dirlo senza mezzi termini: ci hanno preso in giro.
Promesse scritte, date annunciate, rassicurazioni pubbliche… e poi il nulla.
È una vergogna che un intero paese venga trattato in questo modo.”
Il Comune di Rotondi attende ora risposte chiare e immediate e non esclude ulteriori iniziative istituzionali se la situazione dovesse restare immutata.
Perché un Ufficio Postale non è un favore.
È un diritto.