Rotondi: Luigi Mainolfi e la politica vissuta come servizio, il ricordo dell’assessore Gallo

Cordoglio unanime per la scomparsa dell'ex assessore provinciale

Redazione
Rotondi: Luigi Mainolfi e la politica vissuta come servizio, il ricordo dell’assessore Gallo

Rotondi: Luigi Mainolfi e la politica vissuta come servizio, il ricordo dell’assessore Gallo. Con Luigi Mainolfi, se ne va uno dei politici che per il proprio territorio ha speso ininterrottamente energie, tempo e impegno. E’ il ricordo che affida al nostro giornale Pasquale Gallo, assessore della giunta Finelli al comune di Rotondi.

La sua scomparsa lascia un vuoto grande: chi lo ha conosciuto ricorderà sempre la dedizione con cui ha lavorato per il territorio, mettendo al primo posto il bene collettivo e mai l’interesse personale.

La sua vita politica e di amministratore è stata indissolubilmente legata alla nostra Comunità, per anni è stato figura di riferimento e anima instancabile della politica locale. Anche quando haricoperto importati ruoli sovracomunali il suo sguardo attento è stato rivolto sempre a Rotondi.

Per decenni l’ impegno politico di Luigi è stato contraddistinto da una grande passione e fino all’ultimo ha scritto su temi di grande rilevanza in campo economico e sociale.

Dai suoi scritti traspariva un amore autentico e passionale per il suo territorio nonché il suo profondo attaccamento alle radici. Fino alla fine, Luigi ha coltivato la sua passione per la scrittura e l’analisi della politica economica.

Con pazienza e generosità, offriva idee e strumenti a chi voleva interessarsi di politica: consigli pratici per orientarsi nella complessità delle politiche pubbliche, proposte innovative per sostenere l’occupazione giovanile e suggerimenti su come conciliare sviluppo economico e coesione sociale.

Ricordo un suo insegnamento semplice e netto, nato in risposta ai commenti dei detrattori che lo bollavano come dal “brutto carattere”. Con il suo tipico sorriso e senza rancore mi disse: «Solo chi ha carattere ha un brutto carattere».

Era la sua maniera di spiegare che fermezza e coerenza spesso venivano fraintese: un invito a non confondere l’onestà intellettuale e la determinazione con il difetto personale.

Uno dei suoi scritti più significativi, segno del legame profondo con Rotondi, è “La ballata dei soprannomi”: esempio straordinario di come la poesia possa riflettere e celebrare l’identità di una comunità.

I soprannomi raccontano non solo le caratteristiche dei personaggi, ma anche le relazioni sociali, le tradizioni e i valori della comunità. Ogni nome racchiude una storia, un aneddoto, un momento condiviso, e la loro presenza nella poesia serve a mantenere viva la memoria collettiva.

L’attaccamento di Luigi a Rotondi si manifesta proprio nella scelta di immortalare questi volti e queste storie, creando un patrimonio culturale che resiste nel tempo. La sua poesia è il simbolo di un atto di amore verso le proprie radici, un modo per onorare il passato e trasmettere un senso di continuità e appartenenza.

In definitiva, la sua ballata dei soprannomi non è solo un omaggio ai singoli, ma una celebrazione della comunità stessa, un richiamo a riconoscere e valorizzare ciò che ci unisce e ci rende unici.

Alla famiglia, agli amici e a tutti coloro che lo hanno stimato va il mio abbraccio più sentito. Il suo esempio resta una lezione di vita: la politica vissuta come servizio, la passione sociale informata dalla competenza e il disinteresse come pratica quotidiana conclude l’assessore Pasquale Gallo.