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San Martino, il Pd: Attaccati da quattro gatti con fame di potere

Pubblicato il 4 Gennaio 2015 - 10:24

San Martino, il Pd: Attaccati da quattro gatti con fame di potere

Continuano le polemiche all’interno del Pd di San Martino Valle Caudina. Questa volta ad attaccare è la segreteria del partito di Matteo Renzi. Con un manifesto pubblicato sui cantoni cittadini, infatti, si legge “Basta attaccare il Pd per la propria fame di potere”. Il riferimento è alla minoranza che, nei giorni scorsi, ha accusato la dirigenza di brogli sulle tessere.
Il manifesto questa volta è durissimo: “E’ in corso un’aggressione politica fondata sulle fandonie, da parte di quattro gatti animati, chi da rancore, chi da sete di potere. Perché se non si ha il sostegno democratico, il consenso, serve disarcionare chi guida il partito con la speranza, un giorno, di raggiungere la stanza dei bottoni. E per questo se si deve mortificare, infangare, distruggere le rappresentanze istituzionali locali, lo si fa senza alcun problema. Senza scrupoli. E’ giù lettere, ricorsi al Partito Provinciale, ma soprattutto comunicati stampa e manifesti”. Non è tutto. L’attacco nemmeno troppo velato alla minoranza: “Per alcuni, abituati a frequentare il sottobosco della politica, la militanza è altro. Con gratifiche meno nobili, ma più concrete e alle quali è forse più difficile rinunciare”.

Di seguito il testo completo del manifesto.

E’ in corso un’aggressione politica fondata sulle fandonie, da parte di quattro gatti animati, chi da rancore, chi da sete di potere. Perché se non si ha il sostegno democratico, il consenso, serve disarcionare chi guida il partito con la speranza, un giorno, di raggiungere la stanza dei bottoni. E per questo se si deve mortificare, infangare, distruggere le rappresentanze istituzionali locali, lo si fa senza alcun problema. Senza scrupoli. E’ giù lettere, ricorsi al Partito Provinciale, ma soprattutto comunicati stampa e manifesti.
Questi gli ultimi fatti: Il tesseramento del circolo sammartinese avviene in maniera assolutamente legittima. Seguendo un calendario stabilito l’Ufficio elettorale (composto da maggioranza e opposizione), si accoglie in sezione chi si vuole tesserare. Tutte le tessere vengono consegnate e sottoscritte nella sede.
Quindi quale sarebbe stata l’irregolarità? Semplicemente la decisione del segretario di aprire per il tesseramento anche il 31 dicembre. Nella serata del 30 dicembre, visto che la neve e le strade ghiacciate rende più difficoltoso raggiungere la sede impedendo di fatto ad alcuni militanti di rinnovare la tessera, dispone l’apertura dell’ufficio del tesseramento per la mattinata seguente. Anche due dei tre membri di minoranza, presenti, possono ben sentire i propositi del capo del partito. Lo scopo è consentire a chi vuole di tesserarsi. Ma è proprio questo il problema: per la minoranza le tessere non si devono fare. Punto. Il partito deve rimanere chiuso. Non si deve crescere. Quindi ostruzionismo, sabotaggio, comunicati stampa e poi il manifesto retorico, vuoto, pieno di falsità. Siamo costretti a replicare, prima descrivendo la cronaca degli avvenimenti.
Poi spiegando le motivazioni che hanno animato la segreteria di Ivan Clemente e l’Ufficio elettorale ovvero l’idea di consentire, a tutti quanti lo volessero, di potersi tesserare, entro il 31 dicembre al PD. Ma non saranno concesse deroghe alle norme statutarie, in merito ai principi e ai valori del partito democratico, ed ai requisiti di condotta morale e personale richiesti a chi vuole appartenere al PD. Per chi non le rispetta chiederemo l’espulsione.
Ed infine smascherando la strategia, a dire il vero del tutto evidente, di chi conduce il complotto senza farsi scrupolo di gettare fango sul partito democratico tutto. Senza tentennamenti. Non importa ai ricorrenti che, aprendo la sezione per il tesseramento, altri sedici democratici, giovani, donne, uomini, militanti storici, simpatizzanti abbiano aderito al partito democratico o rinnovato la tessera. Anzi le tessere non si dovevano fare. Non importa che si è portato avanti un tesseramento esemplare e cristallino di cui pochi circolo si possono vantare.
La minoranza invoca sovente il rispetto delle regole, ma poi viola, ad ogni piè sospinto, le più elementari norme di vita democratica. Tentando di attribuirsi una rappresentanza del partito che non spetta loro. Usando illegittimamente lo stemma del partito, organizzando feste dell’Unità parallele. Il partito democratico è rappresentato dal segretario al quale, seppure nella differenza di idee, l’appartenenza e la militanza impongo lealtà e rispetto. Chi milita nei partiti dovrebbe anteporre gli interessi del Partito a quelli personali e di parte. Ma spesso non è così. Per alcuni, abituati a frequentare il sottobosco della politica, la militanza è altro. Con gratifiche meno nobili, ma più concrete e alle quali è forse più difficile rinunciare. Per questo il confronto politico si trasforma in lotta all’ultimo sangue. Forse perché in ballo c’è qualcosa di diverso rispetto all’interesse generale e al bene comune. Invocano “tempi migliori” … sicuramente per loro.
Il segretario, la segreteria, la maggioranza del PD, il gruppo consiliare PD

Marpa

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