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San Martino: in scena le ragioni del Sì al referendum

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5 anni fa - 7 Ottobre 2016

Le ragioni del Si al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre sono state al centro della prima serata della festa dell’Unità organizzata dal circolo “Martino Vellotti” di San Martino Valle Caudina.
Nello splendido scenario del palazzo ducale Pignatelli Della Leonessa, hanno spiegato le loro ragioni la presidente provinciale del partito democratico irpino, Roberta Santaniello, la presidente del consiglio regionale della Campania, Rosetta D’Amelio, il deputato Marco Di Lello ed il senatore  Giorgio Tonini.  Roberta Santaniello è entrata subito nel vivo non nascondendo le tante problematiche che affronta il partito a livello provinciale: “Il partito democratico, ha sottolineato,  ha dato spesso dimostrazione di non essere responsabile sia a livello locale che nazionale. Questo referendum deve essere l’occasione per trovare l’unità. Con la riforma avremo leggi certe in tempi certi”. Motivazioni forti anche Rosetta D’Amelio: “Ho riflettuto molto sul voto da esprimere, ha detto la numero uno dell’assemblea regionale. Ho deciso di votare SI tenendo in conto la mia storia politica. Perché io che vengo dal Pci sono convinta che essere di sinistra significa essere riformisti. Questo referendum è il suggello di una riforma necessaria. Nilde Iotti nel suo discorso di insediamento a presidente della camera disse che la costituzione andava riformata. I parlamentari ridotti in numero. Correva l’anno 1979.Io sostengo le ragioni del Si al referendum anche se dal 4 dicembre, se passa la riforma, mi verrà dimezzato lo stipendio”. Per capire quanto sia attesa la riforma, fa un salto nel passato anche Marco Di Lello, che rappresenta l’anima socialista del Pd. “La tesi congressuale del PSI del 1981 prevedeva il superamento del bicameralismo perfetto e la riduzione del numero dei parlamentari. Oggi dopo 35 anni si è arrivati a realizzare questa riforma”. Mentre affronta anche temi economici Giorgio Tonini, che è presidente commissione bilancio del Senato: ”in Italia per rilanciare il Paese bisogna riorganizzare la spesa pubblica che oggi vale 800 miliardi di euro e che, essendo pari alla metà del PIL, non può sicuramente crescere. La riforma non può che iniziare dalle istituzioni, dal parlamento, dagli enti inutili”.
”In passato in molti di quelli che oggi sono per il no sono stati impegnati per tentare di realizzare la riforma istituzionale. Siamo in irpinia, un certo De Mita, fu il protagonista di uno dei tentativi”. (foto: Francesco Sorrentino).

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