Sentenza favorevole per i precari della scuola sannita
Il giudice del lavoro ha emanato un'importantissima sentenza
Sentenza favorevole per i precari della scuola sannita. La FLC CGIL di Beneventoesprime grande soddisfazione per una storica vittoria ottenuta a tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori della Scuola e in difesa del principio meritocratico.
Con una recente sentenza del Tribunale di Benevento, sezione lavoro del 6 marzo 2026, il Giudice ha infatti accolto il ricorso promosso dalla nostra organizzazione sindacale e patrocinato dall’Avvocato Pasquale Biondi, legale fiduciario della CGIL di Benevento, condannando duramente il Ministero dell’Istruzione e del Merito per l’illegittima gestione delle nomine da Graduatorie Provinciali per le Supplenze.
Al centro della complessa vicenda giudiziaria vi è il noto malfunzionamento della procedura informatizzata ministeriale.Una nostra iscritta, docente precaria regolarmente abilitata e inserita nella prima fascia delle graduatorie in posizione utile, si è vista ingiustamente negare l’incarico annuale di sostegno per l’anno scolastico in corso .
Il sistema informatico l’aveva erroneamente considerata rinunciataria per il solo fatto di non aver ottenuto una sede al primo turno di nomine, a causa della temporanea indisponibilità dei posti.
Nei turni successivi, sebbene si fossero liberate proprio le scuole da lei espresse tra le preferenze, l’algoritmo l’ha inesorabilmente scavalcata, assegnando le cattedre a candidati in possesso di un punteggio nettamente inferiore al suo.
Il Giudice del Lavoro ha decretato in modo inequivocabile che tale meccanismo algoritmico viola palesemente la normativa vigente e i principi costituzionali di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione.
La sentenza ha chiarito che la mancata assegnazione al primo turno per carenza di posti non può in alcun modo equivalere a una rinuncia assoluta alla supplenza. Di conseguenza, il Tribunale ha condannato il Ministero a un risarcimento economico di oltre diciannovemila e cinquecento euro, oltre agli interessi maturati, per le retribuzioni ingiustamente sottratte alla docente.
A questo si aggiunge la fondamentale condanna alla restituzione della dignità professionale attraverso l’attribuzione dei dodici punti in graduatoria spettanti per l’annualità, oltre al pagamento delle spese processuali.
Questa pronuncia assume un’importanza che travalica il singolo caso, andando a creare un precedente giurisprudenziale di enorme rilievo per tutto il mondo della scuola.
Viene definitivamente sancita la supremazia del diritto e del merito sulle rigidità di un software, stabilendo che il punteggio maturato con anni di studio e sacrifici non può essere azzerato da un mero difetto di programmazione.
La sentenza smonta inoltre il meccanismo della finta rinuncia e ribadisce con forza che spetta al datore di lavoro pubblico dimostrare di aver operato in modo corretto, condannando l’opacità e le derive penalizzanti dell’attuale sistema di reclutamento informatico.