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Suicidio di Bucciano, il ricordo: vola in alto piccolo angelo

24 Febbraio 2016

Suicidio di Bucciano, il ricordo: vola in alto piccolo angelo

Il mistero della vita è così. Non si può spiegare, né tantomeno immaginare. Si rischierebbe di cadere nella retorica spicciola, ed il più delle volte, priva di alcun significato. Ma quanto vale davvero la nostra vita? Un battito d’ali? Una corsa verso l’infinito? Chissà cosa avrà provato Giovanni quando si è trovato di fronte al bivio della propria esistenza: vado, continuo, proseguo, ne vale davvero la pena? Uno spirito libero il suo, che anche dinanzi a scelte così drastiche, non si è sottratto! L’ha affrontata di petto, consapevole dei rischi e delle ricadute per i suoi cari. Non ha voluto ascoltare ragioni, ed è volato via così, leggiadro e libero verso l’infinito che fin da piccolo aveva immaginato. Un infinito fatto di sogni nel cassetto, speranze, aspettative. Un infinito che ora lo ha accolto tra le sue braccia e che gli mostra la Luce, così chiara e pura e limpida che quasi non si riesce a distinguerla. Lo immagino così, Giovanni, festante e gioioso nella moltitudine celeste, che lo ha accolto tra canti di giubilo, sotto lo sguardo vigile del padre. Un tripudio di emozioni, di lode, di dolcezza infinita. Era dolce Giovanni, dolce nel suo essere schivo e riservato, dolce nel suo essere introverso, dolce nel suo essere a modo. “Voglio imparare a nuotare bene ed a perfezionarmi”, queste le parole pronunciate nel giorno della nostra prima lezione di nuoto. Giovanni ha imparato a nuotare nel mare della vita, ha perfezionato il suo stile di vita ed ora in sede divina di esame, è pronto ad affrontare quello più bello ed importante: l’incontro con il Padre Celeste. Mi raccomando però: se dovessi fare di tanto in tanto una nuotata, indossa la cuffia. E ricorda che nel nuoto, sono i particolari a fare la differenza… Quei particolari, che da artista nato, hai sempre curato!
Vola in alto e vola alto, piccolo angelo!

P. C.