Torna l’ora solare: lancette indietro di un’ora
In Europa si riapre il dibattito sull'abolizione. Nella notte tra oggi e domani domenica scatta il cambio dell'ora, con un'ora di sonno in più
Torna l’ora solare: lancette indietro di un’ora. In Europa si riapre il dibattito sull’abolizione. Nella notte tra oggi e domani domenica scatta il cambio dell’ora, con un’ora di sonno in più.
Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre torna ufficialmente l’ora solare. Il passaggio avverrà puntuale alle 3:00 del mattino di domenica, quando le lancette dell’orologio andranno spostate un’ora indietro, fino alle 2:00.
Se smartphone, computer e dispositivi digitali aggiorneranno l’orario in automatico, occorrerà ricordarsi di regolare manualmente gli orologi analogici.
La conseguenza immediata sarà un’ora di luce in più al mattino presto, a fronte di un tramonto anticipato nel pomeriggio. Una piccola consolazione per tutti, tuttavia, c’è: nella notte tra sabato e domenica si dormirà un’ora in più.
Tra storia e risparmio energetico
L’ora solare rimarrà in vigore fino all’ultimo fine settimana di marzo (nel 2027 il ritorno all’ora legale avverrà nella notte tra il 27 e il 28 marzo).
Se l’ora solare rappresenta il tempo “naturale”, l’ora legale fu introdotta per la prima volta durante la Prima Guerra Mondiale per risparmiare energia elettrica sfruttando maggiormente la luce serale. In Italia è stata abolita e ripristinata più volte, fino al coordinamento dell’Unione Europea stabilito con la direttiva del 2001.
Un dibattito mai sopito in Europa
L’alternanza stagionale continua a dividere l’opinione pubblica e la comunità scientifica per via dello stress temporaneo sui ritmi biologici (il cosiddetto effetto jet lag).
Di recente, alla fine del 2025, il governo spagnolo guidato da Pedro Sánchez ha riaperto ufficialmente la discussione nelle sedi comunitarie per chiedere l’abolizione definitiva del cambio d’ora.
Nonostante le periodiche sollecitazioni, l’UE non ha ancora trovato una posizione unanime e il sistema resta invariato, a differenza di Paesi come Russia, Argentina e India, che da tempo hanno rinunciato al doppio orario.