Valle Caudina: Calderoli rivede i criteri e sono salvi i nostri comuni montani
L'altimetria media scende a 350 metri
Valle Caudina: Calderoli rivede i criteri e sono salvi i nostri comuni montani. Calderoli rivede le sue posizioni sull’elenco dei comuni montani. Il ministro leghista, quello della porcata sulla legge elettorale per camera e senato, aveva cercato di depennare con il righello diversi comuni montani.
Tra questi, purtroppo, anche otto della Valle Caudina. Sulla vicenda c’è stata un’immediata levata di scudi soprattutto da parte delle regioni meridionali. Questo perché il dentista di Bergamo Alta aveva confezionato un decreto atto a favorire i comuni alpini rispetto a quelli dell’Appennino meridionale di cui fanno parte i nostri comuni caudini.
Quelli depennati dalla prima bozza sono Cervinara, Rotondi e San Martino Valle Caudina, per la provincia di Avellino e Arpaia, Bucciano, Forchia, Moiano e Sant’Agata dei Goti per quanto riguarda la provincia di Benevento.
Il ministro, infatti, aveva pensato di alzare l’altimetria media per far parte dei comuni montani a 500 metri. Lo scopo era chiarissimo. Cancellando diversi comuni, quelli che restavano, guarda un po’, quasi tutti del Nord, potevano divedere i fondi per la montagna ed altri incentivi in modo più ricco.
Immediatamente, però, si sono sollevate le regioni, le comunità montane e tutti gli altri comuni. Calderoli è stato costretto a rivedere la sua ennesima porcata e, come per magia, l’altitudine è scesa a 350 metri sul livello del mare.
Del resto, questo governo ci ha abituato a rimangiarsi le cose in corsa. L’atteggiamento poi di un dichiarato nemico del meridione non ci può affatto meravigliare. Essere cancellati dai comuni montani significava semplicemente veder sfumare altri ed importanti servizi.
Dai fondi ad hoc alle altre agevolazioni che arrivano anche alla sanità, in particolare agli incentivi per garantire medici di famiglia e altri servizi in zone storicamente poco appetibili e, quindi, altrettanto spesso carenti.
La nuova versione indica una serie di criteri, raggruppati in blocchi, e solo se un Comune soddisfa almeno uno di essi può ottenere la qualificazione di montano.
Tra questi, oltre a quello dell’altitudine media di 350 metri e della presenza di almeno il 25% del territorio con pendenza superiore al 20% – poc’anzi citato e che rappresenta la novità più rilevante – figurano anche la presenza di almeno il 20% del territorio al di sopra dei 600 metri e, ancora, il 25% con pendenza superiore al 20%.
Nei prossimi giorni, il valoroso ministro presenterà la nuova bozza del decreto alla conferenza unificata con le regioni. Ancor prima dovrebbe presentarsi davanti all’Anci e all’Upi. Poi magari potrebbe occuparsi di cose serie e di smetterla di prendere in giro il meridione.