Valle Caudina: centro semidiurno per diversamente abili chiuso da due mesi, genitori disperati

Redazione
Valle Caudina: centro semidiurno per diversamente abili chiuso da due mesi, genitori disperati
Valle Caudina: centro semidiurno per diversamente abili chiuso da due mesi, genitori disperati

Questa  lettera che pubblichiamo è un pugno nello stomaco. Un chiaro segnale di come continuano ad andare avanti le cose dalle nostre partii. Si sopprime un servizio e non si sa il perchè e quando verrà ripristinato. Si sopprime un servizio rivolto a quelle che sono le persone più deboli della nostra società.ossia, i ragazzi diversamente abili.  I  gemitorio hanno scritto questa lettera accorada ed indignata nello stesso tempo. Siamo e saremo sempre a loro fianco come giornale e come uomini e donne che non possono tollerare questo sciacallaggio.

Valle Caudina: centro semidiurno per diversamente abili chiuso da due mesi, genitori disperati. Siamo genitori, figli, fratelli e familiari di persone disabili i quali frequentano il Centro Polifunzionale Semidiurno per diversamente abili di San Martino V.C.

Al Centro afferiscono i diversamente abili dei comuni di Cervinara, San Martino VC, Rotondi e Roccabascerana.

Pur tra tante difficoltà e grazie anche allo sforzo degli operatori che li seguono con sensibilità e attenzione, i nostri ragazzi svolgono all’interno del Centro, attività di socializzazione, integrazione e conoscenze che si inseriscono in percorsi formativi di attività quotidiane atte a migliorare le loro capacità cognitive, di manualità e di autonomia.

Purtroppo registriamo con rabbia, preoccupazione e rammarico che nonostante l’affidamento per lo svolgimento di tali attività fosse ormai scaduto da circa quattro mesi, e nonostante una breve proroga, il Centro è ormai chiuso da circa due mesi.

Ad oggi nessun adempimento è stato fatto per ripristinarne il servizio.

A niente sono valse le sollecitazioni agli amministratori dei Comuni, ai quali sono attribuiti compiti deliberanti e di indirizzo (Coordinamento Istituzionale), e quelle fatte agli organismi tecnici (Ufficio di Piano) sui quali ricade il compito e la responsabilità dell’attivazione delle relative procedure di un nuovo affidamento.

C’è il solito gioco al rimpiattino dove sembra che la responsabilità è sempre degli altri. Perché si aspetta? Perché tanto tempo per ripristinare un servizio interrotto ormai da tanto tempo? Cosa si attende? Crediamo ci sia dovuta una risposta! Comunque e come sempre a pagarne le conseguenze sono coloro i quali hanno più bisogno:

i più deboli e i più fragili!!!

Eppure il grado di civiltà di una comunità passa attraverso la capacità di prendersi cura dei propri concittadini, dei quali i diritti dei diversamente abili sono parte essenziale. Viene da chiederci, ma si è sufficientemente a conoscenza delle esigenze, dei problemi, delle sofferenze dei nostri ragazzi e delle loro famiglie.

Ci si è mai approcciati a queste difficoltà, o con coloro che portano sulle proprie spalle il peso di queste problematiche? Eppure stanno lì anche per questo! Ci chiediamo cosa succederebbe se chiudesse una classe di una scuola primaria?  Quali danni e quanto futuro sottrarremmo ai ragazzi? Con quali conseguenze sull’organizzazione familiare?

La società è oggi già sufficientemente disgregata e la famiglia non è più un blocco monolitico, stanziale, anche per effetto della necessità di lavoro che costringe i propri componenti a migrare, quando va bene, sull’intero territorio del nostro Paese.

E allora “dopo di noi” cosa sarà dei nostri cari?

E cosa sarà di loro quando noi non avremo più la forza di garantirgli l’aiuto, l’assistenza, il diritto ad una vita dignitosa?

Concedeteci di essere stanchi!

Stanchi di elemosinare diritti che sono garantiti dalla nostra Costituzione ma che non trovano riscontro nella realtà. Un futuro migliore si costruisce con una società che si fa carico di chi ha meno, di chi non ce la fa, di chi ha avuto purtroppo il destino di essere “diverso”.

Non ci sembra giusto e non ci rassegneremo a tenerli davanti alla Tv o con il telefonino in mano! Per questo chiediamo solidarietà e rivolgiamo un appello ai cittadini, agli amministratori, alle associazioni, alle forze politiche e sindacali, ma soprattutto ai giovani, di farsi carico e portavoce della esigibilità dei diritti e delle risposte ai bisogni, a cominciare dalla riapertura del Centro Polifunzionale. Nella consapevolezza che i bisogni dei più deboli hanno necessità di risposte più forti!