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Valle Caudina: clamoroso dissequestro, restituiti i beni al boss Pagnozzi

di  Redazione  -  8 Maggio 2017

Il Tribunale di Roma – sezione misure di prevenzione, presieduto dal dott. Guglielmo Muntoni -, in un filone dell’inchiesta denominata “camorra capitale”, dopo circa due anni di udienze, ha depositato l’atteso provvedimento  rispetto alla articolatissima richiesta di sequestro finalizzato alla confisca della Direzione Distrettuale antimafia di Roma.
Sono stati confiscati  beni per un valore di dieci milioni di euro tra  immobili, società, bar, ristoranti, attività commerciali e crediti finanziari.
Ma vi è una eccezione,  veramente sorprendente.
L’unica persona alla quale sono stari  restituiti tutti i beni in precedenza sequestrati è proprio l’uomo di vertice della cupola, Pagnozzi Domenico,  in totale accoglimento delle richieste formulate al Tribunale dal suo unico difensore, l’avvocato Dario Vannetiello del Foro di Napoli.
Non solo.
Sono stati restituiti i beni anche a tutti i suoi familiari.
La decisione arriva inaspettata se sol si pensi che, come da qualcuno tempo fa ha evidenziato, Mimmo Pagnozzi, detto ‘o professore, secondo gli inquirenti in pochi anni è riuscito a sottomettere il potente clan, quello  dei Casamonica esistente da sempre nella città di Roma.
Tra i beni dissequestrati una villa sita  in San Martino Valle Caudina, feudo del clan Pagnozzi, nonché una società di servizi  sede in Roma, la Premier Energy, fondata e gestita dalla moglie del boss, Rame Annamaria, oltre a conti correnti bancari e postali.