Valle Caudina: come ottenere tutela legale e risarcimenti per i cittadini colpiti dal rogo di Airola
L'avvocato Michele Florimo fa il punto sulle azioni che si possono intraprendere
Valle Caudina: come ottenere tutela legale e risarcimenti per i cittadini colpiti dal rogo di Airola. L’ennesima ferita al cuore della Valle Caudina riaccende con forza i riflettori sulla sicurezza del territorio e sulla salute pubblica.
Il grave incendio divampato lo scorso 31 agosto presso un impianto di stoccaggio e recupero rifiuti di Airola, le cui esalazioni tossiche pare che continuano ad appesantire l’aria dell’intero comprensorio, dovrebbe sollecitare una presa di posizione ferma e immediata non solo da parte delle istituzioni sanitarie, ma anche sul fronte della tutela legale.
Sulla delicata questione interviene l’avvocato Michele Florimo, noto penalista del Foro di Avellino ed esperto conoscitore delle dinamiche del territorio caudino, per fare il punto della situazione e tracciare la strada delle possibili tutele giuridiche percorribili da cittadini e amministrazioni locali.
L’intervento dell’avvocato Michele Florimo
«Siamo di fronte a un evento drammatico che non può e non deve essere derubricato a semplice fatalità. Le prime rilevazioni dell’Arpac Campania, che evidenziano tassi di diossina superiori ai limiti di riferimento, confermano il possibile grave rischio di compromissione ambientale a cui potrebbe essere esposta la popolazione della Valle Caudina.
Come professionisti del diritto e come cittadini di questa terra, abbiamo il dovere di chiederci come sia stato possibile che un sito già gravato da precedenti vincoli giudiziari potesse ancora contenere una mole simile di rifiuti.Il codice penale offre strumenti rigorosi a presidio dell’incolumità pubblica.
Se le indagini della Procura dovessero accertare la natura dolosa o colpose omissioni nella vigilanza e nella messa in sicurezza del sito, ci troveremmo di fronte a eventuali fattispecie di reato gravissime, quali il disastro ambientale (art. 452-quater c.p.) o l’inquinamento ambientale (art. 452-bis c.p.), oltre alle possibili violazioni della normativa speciale sui rifiuti.
Gli strumenti di tutela per i cittadini e i Comuni
In questa fase di emergenza, è fondamentale che la comunità non rimanga inerte. Esistono percorsi legali ben definiti che la cittadinanza e le amministrazioni comunali limitrofe possono valutare di intraprendere:
1. Azione in sede penale (Costituzione di Parte Civile): I singoli cittadini che lamentano danni alla salute o alla proprietà, nonché le associazioni ambientaliste del territorio, hanno il diritto di presentare formali esposti-denunce.
Successivamente, nel momento in cui l’azione penale della Procura della Repubblica prenderà forma contro gli eventuali responsabili, sarà essenziale valutare la possibilità di costituirsi parte civile per chiedere il risarcimento del danno biologico, patrimoniale e morale subito.
2. Ruolo attivo delle Amministrazioni Comunali: I Comuni della Valle Caudina, in quanto enti esponenziali delle comunità locali e garanti primari della salute pubblica sul proprio territorio, dovrebbero agire in prima linea.
Oltre a emettere le doverose ordinanze contingibili e urgenti a tutela dell’incolumità, le amministrazioni dovrebbero promuovere la costituzione di parte civile nei futuri processi penali.
Questo per reclamare il ristoro degli eventuali danni d’immagine subiti dal territorio e i costi che dovranno essere sostenuti per i monitoraggi straordinari e le future bonifiche.
3. Diffide alle autorità competenti per la bonifica: È necessario valutare di attivare subito una formale messa in mora e diffida nei confronti dei soggetti responsabili della gestione del sito e degli enti competenti, affinché si proceda all’immediata messa in sicurezza permanente e alla successiva bonifica integrale del suolo e delle matrici ambientali colpite dal rogo.
La salute non è una merce di scambio e la salubrità del nostro ambiente è un diritto primario ed inviolabile. Resto fin da ora a disposizione dei cittadini, dei comitati e delle istituzioni locali della Valle Caudina per coordinare e supportare ogni azione legale volta a fare piena luce sulle eventuali responsabilità di questo disastro e a pretendere il rispetto del nostro diritto fondamentale a respirare aria pulita».