Attualità

Valle Caudina, Desirée e la sua battaglia di civiltà

di  Redazione  -  10 Dicembre 2015

Desirée ha tredici anni ed è una splendida bambina. Purtroppo, non è come le altre perché ha un cromosoma in meno, una stramaledetta anomalia genetica che, scientificamente, prende il nome di sindrome di Turner. Resterà bambina per tutta la vita e, naturalmente, questo provocherà, con il tempo, una montagna di disfunzioni. Ma Desirée ha una mamma tosta che vive con per lei.
Si chiama Valentina Valente ed è di Cervinara, precisamente, della piazza, topos con cui si intende piazza Sant’Adiutore alla frazione Salomoni.
Valentina ha scorrazzato come uno scugnizzo, per tutta la sua infanzia e buona parte della sua adolescenza, tra quei sampietrini, dove si era felici con poco, ma le esperienze e le conoscenze fatte ti temprano per tutta la vita. Ed, infatti, quando Valentina ha incontrato la vita, quella che si diverte a buttarti al tappeto, quella senza ironia, spietata e senza speranza, ha reagito come se fosse non una ragazzina, ma già una donna fatta.
Ha convissuto per anni con un uomo, il padre naturale di Desirée. Lo aveva conosciuto in Germania dove era emigrata con i suoi genitori. Per un periodo hanno vissuto lì, ma poi sono tornati in Italia perché a lui non piaceva quel paese. Si sono trasferiti a Benevento, ma appena la ragazza è rimasta incinta, proprio di Desirée, lui non ne ha voluto più sapere e, quando è nata non ha voluto riconoscere la bambina, la malattia lo spaventava.
Valentina all’epoca aveva solo 23 anni ed era sola, in quanto i suoi genitori e sua sorella erano emigrati in Germania. Era poco più di una ragazzina, ma sapeva benissimo di doversi prendere cura di quella bimba e che solo il suo amore non sarebbe bastato. Desirée aveva bisogno di cure specifiche e costose. Aveva necessità di persone professionali che si prendessero cura di lei. Ed allora la scugnizza, cresciuta sulla piazza, messa alla porta dal suo uomo, con una bimba tra le braccia, prende il coraggio a due mai ed insieme all’anziano nonno, riparte per la Germania. Una scena che non può non ricordarci Enea, con l’anziano Anchise sulle spalle ed il piccolo Ascanio per mano.
Lì conosce un uomo, una persona perbene, Antonio. I due si innamorano e si sposano, Antonio si prende cura di Desi come se fosse sua figlia e la coppia mette al mondo altri due figli. Oggi vivono a Wehr, cittadina che si trova ad un passo dalla Svizzera e dalla Francia, Valentina insegna agli immigrati ed Antonio è tessitore. Sono una bella famiglia, anche se l’ex scugnizza continua a lottare. Da tredici anni ha ingaggiato una battaglia legale con il padre della bimba perché non ha mai voluto riconoscere la figlia e non ha mai tirato fuori neanche un euro, una battaglia difficile che è agli sgoccioli. Ma, Valentina lotta anche per Desirée e per tutte quelle creature come lei. Senza problemi e senza vergognarsi, in un modo che le può fare solo onore ha postato sul suo profilo facebook, un appello per spendere meno a Natale per i regali e dare una mano alla ricerca scientifica che combatte queste maledette malattie genetiche. E, visto che proprio questa è la settimana di Telethon, abbiamo deciso di raccogliere la sua testimonia, faremo nostro il suo appello e renderemo onore ad una bella persona, un esempio di mamma che fa l’orgoglio di Cervinara e di tutta la Valle Caudina.

Peppino Vaccariello

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