Valle Caudina: dibattito culturale sull’Appia Antica diventa ricerca scientifica all’UniSannio

Il fervore culturale che in questi giorni attraversa la Campania, con un focus privilegiato sul Sannio Antico, vive ore di trepida attesa

Redazione
Valle Caudina: dibattito culturale sull’Appia Antica diventa ricerca scientifica all’UniSannio

Valle Caudina: dibattito culturale sull’Appia Antica diventa ricerca scientifica all’UniSannio. Il fervore culturale che in questi giorni attraversa la Campania, con un focus privilegiato sul Sannio Antico, vive ore di trepida attesa.

L’attenzione è rivolta all’audizione di Mirabella Eclano presso il Ministero della Cultura (MiC), prevista per giovedì 26 febbraio. La storica Aeclanum, nodo vitale lungo il tracciato romano, illustrerà il progetto che la vede finalista tra le dieci città candidate al titolo di Capitale Italiana della Cultura 2026.

In questo scenario di rinascita identitaria, l’Università degli Studi del Sannio si pone come custode della scientia, inserendosi nel dibattito attraverso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie.

Il prossimo 19 marzo 2026, alle ore 15:30, verrà presentato il progetto culturale “L’Appia Antica. Una via per l’Impero”, un’iniziativa che sposa il rigore accademico con la valorizzazione del territorio.

Il progetto, curato da Italo Abate (Presidente di Ambiente e Cultura Mediterranea), vanta il contributo corale di esperti in archeologia, geologia, letteratura e topografia antica.

L’Ateneo sannita sarà rappresentato dai docenti Francesco Fiorillo, Sabatino Ciarcia e Maria Rosaria Senatore, figure chiave nel declinare la ricerca scientifica come strumento di lettura del passato.

La sinergia tra partner d’eccellenza — tra cui il Club UNESCO di Caserta, l’UCIIM Campania e gli Istituti d’Istruzione Superiore “E. Fermi” di Montesarchio e “A. Lombardi” di Airola — testimonia la volontà di raccogliere la sfida lanciata dal recente riconoscimento dell’Appia come Patrimonio dell’Umanità.

Gli obiettivi del progetto superano la mera celebrazione storica, puntando a una visione sistemica dell’infrastruttura:

-Resilienza e sviluppo: L’Appia non è un fossile del passato, ma un valore aggiunto per lo sviluppo locale contemporaneo.

-Ingegneria latina: La celebrazione del genium romano, capace di sfidare l’orografia del territorio con una perizia tecnica che ancora oggi interroga le scienze geologiche.

-Vettore di civiltà: Nel III secolo a.C., la “Via” si incuneava come una sagitta verso il Mediterraneo orientale. Dopo la celebre e drammatica parentesi delle Forche Caudine (321 a.C.), l’Appia divenne l’asse di penetrazione non solo delle legioni, ma della stessa humanitas.

Come scriveva Orazio nelle sue Sermones, l’Appia era la via per eccellenza: la strada attraverso cui la Schola di Atene — popolata da filosofi, retori e scienziati — giunse nel cuore del Sannio e di Roma, trasformando una conquista militare in un’egemonia culturale ellenistica.

Il percorso di ricerca non resterà confinato nelle aule accademiche. Il 27 marzo, il progetto farà tappa presso l’IIS “E. Fermi” di Montesarchio, l’antica Caudium. Qui, gli studenti saranno chiamati a farsi discipuli attivi della ricerca scientifica, riscoprendo come le pietre del passato possano ancora tracciare la rotta per il futuro dei territori interni.

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