Valle Caudina divisa alle audizioni del Piano Paesaggistico Regionale

Si rischia di perdere un'altra grande occasione

Redazione
Valle Caudina divisa alle audizioni del Piano Paesaggistico Regionale

Valle Caudina divisa alle audizioni del Piano Paesaggistico Regionale( di Francesco Sorrentino ). Il Piano Paesaggistico Regionale entra nella fase decisiva. È quella delle osservazioni, delle audizioni, del confronto tra Regione e territori.

Un passaggio cruciale che non riguarda solo norme e cartografie, ma che è destinato a cambiare radicalmente il modo di costruire, pianificare e sviluppare i nostri comuni.

Il PPR introduce un principio chiaro: più tutela del territorio, meno libertà edilizia tradizionale. Un cambio di paradigma che segna il passaggio da una logica espansiva a una logica di controllo, qualità e sostenibilità. Non si tratta di un semplice aggiornamento normativo, ma di una vera e propria rivoluzione.

Siamo ancora nella fase della proposta. I Comuni hanno la possibilità di presentare osservazioni. Il piano si muove su un equilibrio delicato: da un lato limitazioni sempre più stringenti per tutelare paesaggio, ambiente e patrimonio storico, dall’altro la necessità di garantire spazi di intervento e sviluppo.

È proprio su questo punto che si concentra la posizione critica del Comune di Montesarchio.

L’amministrazione ha evidenziato come l’intreccio dei diversi vincoli – paesaggistici, archeologici, infrastrutturali – rischi di produrre un effetto paralizzante, fino ad arrivare, nei casi più estremi, a svuotare di fatto il Piano Urbanistico Comunale approvato solo pochi anni fa.

Ma quali sono le critità di Montesarchio?

Le criticità principali sollevate dal Comune di Montesarchio: Nuovi vincoli troppo estesi

Il Piano Paesaggistico Regionale introduce nuove fasce di tutela molto ampie:fino a 150 metri lungo torrenti e fossi, fino a 250 metri lungo strade importanti (Appia e variante). In queste aree sarà molto più difficile costruire, modificare o realizzare interventi.

Allargamento enorme delle aree archeologiche: Viene individuata una zona “a predominanza archeologica”:molto più grande di prima (circa 10 volte), coinvolge ampie parti del territorio

Rischio blocco del PUC già approvato nel 2022.Il problema è questo: il nuovo Piano paesaggistico introduce regole più restrittive e queste regole possono annullare o rendere inutilizzabili molte previsioni del PUC.

Una questione che non riguarda solo Montesarchio

Quali saranno gli effetti sugli altri comuni della Valle Caudina? Al momento il quadro è frammentato. Non emergono ancora posizioni ufficiali unitarie. E proprio questa frammentazione rischia di essere il vero punto debole del territorio.

Intanto, mentre si avvicinano le audizioni regionali, un dato appare evidente: la Valle Caudina è stata convocata in maniera divisa, distribuita su tavoli tecnici differenti, all’interno dell’ambito più ampio della cosiddetta “Campania interna”.

Una scelta organizzativa che, se da un lato risponde a criteri tecnici, dall’altro evidenzia un limite politico e territoriale: la Valle Caudina non viene percepita come un sistema unitario.

E questo è un problema.Perché le criticità urbanistiche, ambientali e infrastrutturali della Valle sono comuni: consumo di suolo, tutela del paesaggio agricolo, vincoli archeologici, necessità di sviluppo economico.

Affrontarle in maniera frammentata significa indebolire il peso delle osservazioni e ridurre la capacità di incidere sul piano.

Non a caso, la stessa convocazione dei tavoli tecnici sottolinea la necessità di costruire osservazioni condivise tra comuni con problematiche analoghe, proprio per rafforzarne l’efficacia.

E allora la domanda diventa inevitabile:non sarebbe il caso di costruire un coordinamento della Valle Caudina su questo tema?

Una posizione comune, un documento unitario, una strategia condivisa. Non solo per incidere sul PPR, ma anche per porre le basi di qualcosa di più ambizioso: una gestione integrata della Valle come sistema territoriale.

Perché il tema urbanistico non è solo tecnico. È profondamente politico.Decidere come si costruisce significa decidere come si sviluppa un territorio.

E forse è proprio questa la vera sfida che il Piano Paesaggistico Regionale pone alla Valle Caudina:
passare da una somma di comuni a una visione unitaria di sviluppo.

La partita è appena iniziata. Ma il tempo per giocarla insieme è adesso.