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Valle Caudina: Gianni Raviele testimone della disputa tra Stagno ed Orlando

di  Redazione  -  20 Luglio 2019

Valle Caudina. “Lo studio si svuotò e corsero tutti fuori a guardare la luna con il naso all’insù. Erano certi di poter vedere l’uomo che camminava sull’astro”.

Questa suggestiva immagine  dello sbarco sulla luna, avvenuto, esattamente, cinquanta anni fa, ce la regala il grande giornalista Gianni Raviele. Lui era nello studio di via Teulada a Roma, a lavorare a quella diretta storica. In particolare, aveva un compito delicatissimo che gli fu affidato dal nocchiero di quella maratona, Andrea Barbato, che si avvalse della consulenza del professor Medi, un fisico, era addetto alle agenzie internazionali.

Quando la navicella toccò la luna, ci fu la famosa disputa tra Tito Stagno, che era nello studio di Roma, e Ruggero Orlando, corrispondente da Houston. Ad un certo momento, Stagno gridò ha toccato, ma non era così. Mancavano ancora due metri e Orlando, rispose, “Non ha toccato niente”, anche un poco  stizzito.

Il direttore Raviele ricorda benissimo quei momenti e non ha alcun dubbio a rivelarci che aveva ragione Orlando.

“Stagno, ricorda Raviele, in cuffia sentì qualche parola che lui intese come se la navicella fosse allunata. Ma, gli ultimi metri per arrivare sulla luna furono fatti manualmente e ci fu qualche minuto di ritardo. Orlando disse ha toccato solo quando, effettivamente, la navicella arrivò sul suolo lunare”. Un momento storico, di cui il giornalista fu testimone diretto e ne riserva un ricordo lucido e dettagliato.

Fu una notte incredibile anche per la Valle Caudina, tutti attaccati a quei grandi televisori, in bianco e nero, dell’epoca. Nel 1969, anche nella nostra terra, finalmente, quasi tutte le famiglie avevano il televisore in casa.  Nonostante questo, però, tante persone si riunirono per assistere allo sbarco. Poi, come in via Telauda, dopo che la navicella allunò, uscirono per strada convinti di poter vedere gli astronauti passeggiare sulla luna.