Cultura

Valle Caudina, i 72 dispersi in Russia che nessuno ricorda più

di  Il Caudino  -  10 Luglio 2019

Valle Caudina. Il 22 giugno del 1941 il Duce, raccontano gli storici, era parecchio nervoso. Il suo alleato, Adolf Hitler, aveva dato il via all’operazione “Barbarossa”, l’invasione della Russia, senza consultarlo.

Non era la prima volta che il Fuhrer nascondeva i propri piani bellici all’alleato italiano.
Mussolini, però, era troppo ansioso di “spartire” il bottino di guerra con i tedeschi e non poteva permettersi, nella sua visione, di lasciare l’Italia fuori.
Fece diventare rapidamente operativo un corpo di spedizione, fatto di tre divisioni, denominato Corpo di Spedizione Italiano in Russia (Csir).

Il 10 luglio del 1941 partì la spedizione italiana.
Tanti furono i giovani caudini “precettati” in questa operazione. Molti i cervinaresi e tantissimi coloro che non tornarono mai più.
Colpisce leggere il nome di ben 72 nostri compaesani dispersi nel freddo della Russia ad ubbidire gli ordini per un’assurda pretesa: invadere il gigante sovietico con scarpe estive e mal equipaggiati.
Quei 72 nomi, purtroppo, li abbiamo dimenticati troppo presto. Così come abbiamo ridotto ad una mera parata, tra l’altro poco partecipata il 4 novembre, il ricordo dei caduti nella seconda guerra mondiale.
Quelli che non fecero più ritorno erano tutti giovanissimi. Il più “anziano” aveva solo 36 anni. Di loro non si seppe più nulla. Invano, i familiari li attesero alla fine del conflitto.
Raccontano le cronache che il primo durissimo colpo gli italiani lo ricevettero durante l’offensiva sovietica iniziata il 16 dicembre del 1942. Le nostre truppe furono costrette ad una rapida e rovinosa ritirata. Non è tutto. Il colpo mortale fu inferto dai russi nel gennaio del 1943 al nord del fiume Don quando gli alpini italiani furono trucidati e costretti alla fuga.
Una fuga che divenne ben presto un’odissea nel ghiaccio del freddo polare russo, senza cibo e con vestiti ridicoli per una campagna del genere.
Tra questi, con ogni probabilità, c’erano anche i caudini che mai più fecero ritorno. Ricordiamoli i loro nomi affinché siano da monito a tutti coloro che hanno dimenticato oppure ignorano cosa abbiamo passato.

Molti caudini morirono nel campo di Tiomnikov.Tiomnikov è una piccola cittadina della regione di Mordovia, meno di novemila abitanti. Sotto il nome di campo 58 c’erano in realtà più campi di prigionia. Gli italiani erano al 58/8 in località Astrachanzen-Liev. Ne morirono addirittura 4329, una strage causata soprattutto da tifo e malattie intestinali. Sono tutti sepolti in una fossa comune in zona Moloschnitsa.

Per leggere tutti i nomi, cliccare sul link successivo: si aprirà un file pdf che riporta il paese di origine il nome del disperso: dispersi_in_russia

Angelo Vaccariello