Valle Caudina: il centro di salute mentale resta chiuso ed i pazienti da quattro giorni sono senza terapia
I politici non hanno risolto niente
Valle Caudina: il centro di salute mentale resta chiuso ed i pazienti da quattro giorni sono senza terapia. I politici Mastella, Errico, Matera e il sindaco di Airola Falzarano hanno fatto a gara ieri nel gettare acqua sul fuoco dell’improvvisa chiusura del Centro di Salute Mentale di Airola, riportando con toni rassicuranti le dichiarazione del direttore generale della Asl, Tiziana Spinosa, che la chiusura sarebbe stata provvisoria.
Ma sono solo chiacchiere da politici e da burocrati che non hanno assolutamente idea di come funziona un servizio di salute mentale, visto che non c’è una data, né una soluzione alternativa su quando riprenderà il servizio.
Il portone ieri, infatti, era ancora sbarrato e nessun medico, infermiere o psicologo era rimasto per i pazienti a presidiare il territorio. E’ il quarto giorno, dunque, che l’assistenza è interrotta: che molti pazienti sono non solo senza terapia, ma letteralmente abbandonati a se stessi, per l’assurda decisione del management della Asl che ha stabilito – dopo un’ispezione del coordinatore Cavalli – che la sede di Airola, nella valle Caudina, era inadeguata e di trasferire i pazienti in quella di Puglianello in Valle Telesina.
Insomma, sarebbe stato logico cercare prima un’altra soluzione nelle vicinanze, su quello stesso territorio: ma perché Puglianello?
Di fronte a questa decisione improvvisa alcuni come il sindaco di Airola Falzarano sembrano avere già fatto buon viso a cattivo gioco. E’ bastato ieri l’incontro con il direttore generale della Asl, Tiziana Spinosa, per convincerlo: “Il trasferimento a Puglianello è una soluzione provvisoria, per garantire continuità ai servizi – dice – L’amministrazione comunale ha già messo a disposizione una struttura che sarà pronta tra 5 o 6 mesi … E’ del tutto inutile e strumentale, dunque, alimentare polemiche su una questione che è già stata chiarita..”
Per il sindaco, quindi, 5 o 6 mesi sono una “soluzione provvisoria” per “garantire continuità ai servizi”, e sollevare la questione ora sarebbe “inutile e strumentale”? Ma ha idea di quale tipo di servizio sta parlando? Evidentemente no, e neanche la Asl: tant’è che ci ripromettiamo di spiegarglielo nei prossimi articoli…
Anche perché i sindaci della “Città Caudina”, attraverso la dura nota del presidente Pasquale Fucci, sembrano non essere d’accordo con lui: “… Nessun preavviso, nessuna ricerca di soluzioni immediate e alternative, nessun confronto.
Gravissimo il trasferimento al Distretto di Telese, lontano e difficilmente accessibile per i cittadini afferenti al Distretto di Montesarchio, dove sono in cura pazienti fragili, con problematiche socio-sanitarie, spesso non autonomi, soprattutto negli spostamenti. Come pretendere che non risentano di tale sovvertimento delle loro sicurezze?”. E chiedono alla Asl di “avviare urgentemente un tavolo di confronto che non privi i pazienti dei diritti alla cura”. Anche loro adesso si tireranno indietro?
Intanto, il coordinatore del PD Diego Ruggiero, sembra centrare la questione in una lettera al sindaco di Airola e alla Asl: “…lo spostamento a Puglianello distante oltre 30 km da Airola, comporta gravissimi disagi per i pazienti e le loro famiglie, specie per chi ha necessità di farmaci. In Provincia di Benevento vi sono 4 Centri di Salute Mentale (Benevento, Airola, Puglianello e Morcone) la cui istituzione è legata a numero di abitanti e densità abitativa in virtù di precisi criteri geo-demografici… (art. 24 atto aziendale). Sulla scorta di tali valutazioni, nell’ambito B sono previsti due CSM (Puglianello e Airola) in quanto l’area conta 108.239 abitanti per una estensione di 636,92 kmq ed una densità di 154 abitanti per kmq. Perciò chiediamo di chiarire le ragioni di questa scelta, se sia in contrasto con l’atto aziendale – non modificabile dal DSM – e di individuare al più presto un immobile nell’ambito del Distretto di Montesarchio che possa esser utilizzato per garantire il servizio ai cittadini”.
Che dire? Al di là della soluzione da trovare, resta un dato raccapricciante: il metodo adottato. E’ quanto si legge in un comunicato di Serena Romano presidente della Rete Sociale.