Valle Caudina: il picco stagionale dell’influenza mette a letto tanti bimbi con febbre, vomito e diarrea

La variante del ceppo influenzale è particolarmente aggressivo

Redazione
Valle Caudina: il picco stagionale dell’influenza mette a letto tanti bimbi con febbre, vomito e diarrea

Valle Caudina: il picco stagionale dell’influenza mette a letto tanti bimbi con febbre, vomito e diarrea. La vaSi sta registrandoil  picco di casi di influenza in questi ultimi giorni di gennaio. Anche la Valle Caudina non è estranea a questo fenomeno, anzi.

Purtroopo, anche tanti bmbi sono a letto con febbre alta, vomito e diarrea. Un aumento dell’incidenza che supera il 50 per cento, soprattutto tra i più piccoli, nella fascia da zero a 4 anni.

Non bisogna sottovalutare l’influenza. Il consiglio? Tenere i bimbi a casa anche 4-5 giorni dopo la scomparsa dei sintomi, per evitare ricaduta.

Stiamo registrando un aumento dell’incidenza dell’influenza in questi ultimi giorni di gennaio, pari al 56% dei bimbi da 0-4 anni e al 27% da 5 a 14 anni, come si evince dai dati della piattaforma RespiVirNet, il portale nazionale per monitorare l’influenza e i virus respiratori.

Con la chiusura delle scuole per le festività natalizie abbiamo avuto un rallentamento della diffusione del virus. La ripresa dell’attività scolastica associata al cambiamento climatico e al brusco abbassamento delle temperature ha determinato una ripresa della circolazione del virus. Per questo adesso ci ritroviamo con le classi semi-vuote.

Quest’ anni l’influenza è particolarmente aggressiva. I bimbi hanno febbre elevata, mal di testa, dolori muscolari, mal di gola, tosse e anche vomito e diarrea. Abbiamo dovuto fare i conti anche con la variante K, che appartiene al ceppo AH3N2. Questo ceppo è presente nel vaccino, ma la sua modificazione ne ha determinato una minore efficacia.

Le cifre non devono allarmare. L’influenza è una malattia respiratoria e ogni anno colpisce il 5-10% degli adulti e il 20-30% dei bimbi. Tuttavia non va sottovalutata. Non è una malattia banale e può avere complicanze.

Il rimpianto è avere ancora un elevato numero di bimbi tra 6 mesi e 6 anni, considerati una categoria fragile, non vaccinati. Il vaccino riduce notevolmente le complicanze gravi: polmoniti, ospedalizzazioni.