Valle Caudina: la pastiera di Leopoldo al Cavarè per riscoprire il vero sapore della Pasqua
Franco Palumbo propone questo straordinario viaggio nella tradizione
Valle Caudina: la pastiera di Leopoldo al Cavarè per riscoprire il vero sapore della Pasqua. Pastiera, solo pronunciare il nome di questo dolce riesce a trasportarti in un’altra dimensione ed in un altro tempo. E’ il dolce pasquale per antonomasia ma ha un carattere identitario che, purtroppo, in pochi conoscono.
Il suo è un profumo di primavera, di rinascita dopo il lungo inverno. Esistono tante versione. Ma, mai come in questo caso, bisogna rispettare e venerare la pastiera napoletana classica. Ed il re incontrastato di questa prelibatezza è Leopoldo Infante.
Assaggiare una fetta di pastiere di Leopoldo non è come mangiare un dolce. E’ un viaggio, un viaggio nel tempo che ti riporta, come di incanto alle Pasque di tanti anni fa, quando dai forni comuni arrivava questo profumo straordinario di grano e di arancio. Quando le mamme e le nonne non erano semplici cuoche ma vestali, sacerdotesse di un rito che si tramanda da oltre due millenni.
La leggenda della Pastiera, infatti, è legata proprio alla nascita della città di Napoli. Il mito racconta che la sirena Parthenope decise di suicidarsi dopo che Ulisse non era rimasta ammaliata dal suo canto. La popolazione rese omaggio a Parthenope portandole sette doni: farina, grano, ricotta, uova frutti canditi, fiori d’arancio e zucchero.
La sirena arrivò, in fin di vita, in quello che è il golfo più bello del mondo e si arena sull’isolotto di Megaride dove oggi sorge Castel dell’Ovo. La popolazione rese omaggio a Parthenope portandole sette doni: farina, grano, ricotta, uova frutti canditi, fiori d’arancio e zucchero.
Così fu proprio la sfortunata sirena che, per ricambiare la generosità degli abitanti che posto, che mescolò gli ingredienti per creare la pastiera. Ed, infatti, le sette strisce che si trovano sul dolce rappresentano proprio il numero dei regali ricevuti.
Leopoldo riprende pari, pari quegli ingredienti e, seguendo l’antica ricetta, crea questa infinita bontà. Poi la sensibilità di Franco Palumbo, l’illuminato proprietario del Cavarè ad Airola, consente a noi tutti caudini di poter assaggiare questa bontà immergendosi in questa tradizione millenaria come in un brodo primordiale
Franco, infatti, sceglie sempre il meglio per il suo locale. E per Pasqua non poteva mancare la pastiera più buona di sempre. Per poter scoprire questo universo straordinario basta recarsi al Cavarè ad Airola e per essere certi di avere una splendida pastiera basta telefonare al sempre disponibile proprietario al 366/1846299.
Un assaggio di questa pastiera e poi sarà Pasqua davvero.