Valle Caudina: la zuppa di cozze del giovedì santo

Uno dei piatti preferiti di re Ferdinando

Redazione
Valle Caudina: la zuppa di cozze del giovedì santo
Valle Caudina: la zuppa di cozze, una tradizione lunga due secoli e mezzo

Valle Caudina: la zuppa di cozze del giovedì santo. Precisiamo subito prima di essere subissati dalle critiche dei leoni da tastiera. Si tratta di una tradizione squisitamente napoletana. Per osmosi, però, a partire dalla metà degli anni sessanta del secolo scorso, complice anche il boom economico, è arrivata anche in Valle Caudina.

La zuppa di cozze del giovedì santo

In questa carrellata di bontà gastronomiche pasquale che Il Caudino, come ogni anno vi propone, non poteva mancare la zuppa di cozze del giovedì santo.

Si tratta di una tradizione che ha oltre 250 anni e nasce come variante, per certi versi penitenziale,  delle cosiddette Cozzeche dint’a Connola” (le cozze nella culla). Vengono definite così, in quanto si preparano in culla di pomodori con aglio,olio, capperi, origano e la mollica di pane. Era uno dei piatti di cui era ghiotto re Ferdinando primo di Borbone, il famoso re Lazzarone.

I peccati di gola del re facevano, e non solo quelli, però, infuriare il suo consigliere spirituale, il domenicano Frate Gregorio Maria Rocco. Così per la settimana santa, re Ferdinando decise di essere un poco più morigerato, ma non riuscì a rinunciare alle Cozzeche dint’a Connola, pregando i suoi cuochi di preparare una versione più leggera che rispondesse al clima di penitenza di questi giorni.

Nasce così la zuppa di cozze, condita con olio di peperoncino piccante e con una spruzzata di salsa di pomodoro. In poco tempo, questo piatto diventa tradizionale nel giovedì santo e si espande, gradualmente. in tutta la Campania.

La zuppa di cozze  nel corso del tempo ha subito alcune modifiche nella sua preparazione, ma che ha continuato indisturbata ad essere servita sulle nostre tavole per oltre 250 anni. Anche oggi, su tante tavole della Valle Caudina verrà servita questa vera e propria prelibatezza. Re Ferdinando aveva tanti difetti, ma aveva un tocco magico per quello che riguarda le specialità gastronomiche.