Valle Caudina: le grida manzoniane dell’Eav che ci trasformano in un sobborgo di periferia

La riapertura della tratta ferroviaria è legata a troppi fattori

Redazione
Valle Caudina: le grida manzoniane dell’Eav che ci trasformano in un sobborgo di periferia

Valle Caudina: le grida manzoniane dell’Eav che ci trasformano in un sobborgo di periferia. Dal generale Francesco Bianco, già consigliere regionale, riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Caro Direttore, ho letto il tuo puntuale articolo sull’annuncio di EAV dell’apertura della nostra ferrovia per il mese di gennaio 2027, cioè tra 9 mesi.

Il cronoprogramma esposto dall’Ente è pieno di tecnicismi e sigle, che servono solo a confondere le idee dei cittadini della Valle. L’EAV è famosa per le traversie delle migliaia e migliaia di passeggeri quotidiani e i tanti turisti che usufruiscono della linea Circumvesuviana soprattutto.

Fino a qualche tempo fa, la colpa di avere una tratta ferroviaria “ la peggiore d’Italia” era attribuita alla precedente gestione che aveva lasciato “ montagne di debiti”…

Poi, ci si è finalmente accorti che …il passato era imputabile a se stessi, dopo circa un decennio di nuova gestione, ed allora la colpa dei disservizi è stata continuamente imputata ad altri soggetti attuatori.

Mai un’autocritica, mai un cenno di “ umiltà” verso centinaia di migliaia di utenti pendolari da Sorrento o Castellammare, o altre città limitrofe per Napoli e viceversa.

Ora, veramente i nostri “ ineffabili” politici della Valle credono e fanno credere all’apertura e fruibilità della ferrovia fra 9 mesi? Bene hai fatto, caro Direttore, a porre una riserva su queste affermazioni: i cittadini si accorgeranno che i lavori dell’Alta Velocità allo snodo di Cancello ha…rallentato i lavori della tratta della ferrovia “ Valle Caudina”, oppure l’interscambio con le FF.SS. o altra “ diavoleria” giustificatoria.

Registro solo che con cadenza legata alle quattro stagioni ogni volta “ si sveglia” qualche politico locale che domanda imperiosamente quando aprirà la Valle Caudina, e perché non si è rispettato finora il programma promesso da sei anni.

Se si facesse il conto di quante volte le Autorità locali ed anche rappresentanti parlamentari hanno fatto “ pellegrinaggi” a Napoli alla sede dell’EAV, con ritorno al territorio ricco di promesse di imminente riapertura e dichiarazioni anche roboanti, non basterebbero le dita di due mani.

La Valle Caudina, con la messa in esercizio dell’Alta Velocità/Capacita che collegherà Roma, Napoli, i Paesi del Telesino, con Benevento e Bari, in tempi dimezzati all’attuale non avrà bisogno più dell’Appia, già ridotta ad una groviera.

Senza idonee infrastrutture, oggi terzo millennio, non ci sarà più nessuno disposto ad investire sul territorio. E la “ mia Cervinara” , una volta abitata da più undicimila abitanti , tra pochi anni vedrà ancora meno giovani restare, riducendosi ad “ un sobborgo di periferia”.