Valle Caudina: l’emozione della calza appesa al camino, arrivava la Befana

Redazione
Valle Caudina: l’emozione della calza appesa al camino, arrivava la Befana
Valle Caudina: l'emozione della calza appesa al camino

Valle Caudina. Le calze appese al camino, il proposito di restare svegli ed il dilemma se si era stati abbastanza buoni da non meritare cenere e carbone. La notte tra il 5 ed il 6 gennaio era così per tutti i bambini. Si potrebbe chiamare l’epoca prima di Babbo Natale.
Oggi può suonare anche un poco strano e sarebbe difficile anche spiegarlo ai bambini, eppure sino alla metà degli anni Ottanta del secolo scorso, i regali non arrivavano il 25 dicembre, non li portava Babbo Natale. Ma arrivavano il sei gennaio e li portava la Befana. Eravamo un po’ meno americani e più legati alla tradizione dell’arrivo dei Magi. Della vecchina si aveva anche un poco paura perché concreto era il rischio che la calza potesse essere piena di cenere, carbonee qualche buccia di mandarino.
Insomma, altri tempi, completamente diversi da quelli di oggi. Quanta emozione nell’appendere quella calza e poi la gara a restare svegli per vedere all’opera la Befana. Una gara che nessuno hai mai vinto. Una gara che finiva il giorno in cui qualcuno rivelava che la Befana non esisteva ed erano i genitori a riempire le calze. Ma, in fondo in fondo, a quella rivelazione non si è mai creduto e questa notte molti occhi resteranno sbarrati come tanti anni fa.