Valle Caudina. lettera di ringraziamento di un paziente del reparto di Neurochirurgia del San Pio

Una pagina di buona sanità scritta dal dottore Parbonetti e la sua equipe

Redazione
Valle Caudina. lettera di ringraziamento di un paziente del reparto di Neurochirurgia del San Pio

Valle Caudina. lettera di ringraziamento di un paziente del reparto di Neurochirurgia del San Pio. Troppe volte il giornale è costretto a dare pessime notizie per quanto riguarda il settore sanitario. E, spesso dobbiamo occuparci di questioni inerenti l’ospedale San Pio di Benevento sopratutto per vicende legate al Pronto Soccoso.

Grazie a Dio, però, ci sono anche ottime notizie che ci fanno ben sperare  su quello che si potrebbe migliorare in questo settore. A tal proposito pubblichiamo con gioia la lettera di ringrazimento di un nostro lettore, Saverio Principe che è stato un paziente del reparto di Neurochirurgia del San Pio di Benevento,

Così grazie al dott. Parbonetti e alla sua equipe ho scoperto cosa significa restare umani nella sofferenza 

Non so se esistano le parole giuste per raccontare cosa significhi entrare, per la terza volta, in un reparto di Neurochirurgia. So però cosa si prova quando, in un momento di grande fragilità, ci si sente finalmente al sicuro.

Per me il reparto di Neurochirurgia del San Pio di Benevento è questo: una casa sicura.

Un luogo dove la paura non viene ignorata, ma accolta. Dove il dolore non è mai solo clinico, ma anche profondamente umano.

Qui arrivano persone segnate da malattie gravi, persone allettate, persone che dipendono in tutto e per tutto dagli altri. È un reparto difficile, faticoso, che richiede forza, tanta forza, e soprattutto cuore. Eppure, qui nulla viene fatto pesare. Il rispetto e la dignità non sono un’eccezione: sono la regola.

Ho visto infermiere e infermieri lavorare senza risparmiarsi, con una gentilezza che non è mai di facciata, ma autentica. Ho visto attenzione, ascolto, presenza. Cose che, quando sei un paziente, fanno davvero la differenza tra resistere e crollare.

Ho visto mani che curano, ma anche mani che rassicurano. Voci che spiegano, che aspettano, che non hanno fretta.
Sguardi che capiscono anche quando tu non riesci a parlare.

So che tutto questo è possibile anche grazie alla guida della caposala Concetta, che con fermezza e umanità tiene insieme un reparto complesso e delicato, dando ogni giorno equilibrio e forza a chi lavora e a chi soffre.

Ma so anche che un equilibrio così raro non nasce per caso. Esiste perché questo reparto ha una guida forte, presente, riconosciuta da tutti.
Il Dott. Giovanni Parbonetti è il cuore di questo reparto.

È la direzione, la misura, l’esempio. Un medico di altissimo livello, capace di affrontare ogni giorno casi complessi e decisioni difficili con competenza, lucidità e rigore. Ma soprattutto è un uomo che non si sottrae mai alla responsabilità delle persone che ha davanti.

La sua presenza è costante, la sua dedizione totale. Trasmette fiducia ai pazienti. E quando sei vulnerabile, quando hai paura, sapere di essere nelle sue mani fa la differenza. Per me è stato un sollievo difficile da spiegare a parole.

Accanto a lui c’è un’équipe straordinaria, composta in gran parte da donne, assistenti cresciute professionalmente al suo fianco, insieme a due medici che lo accompagnano fin dagli inizi, da quando si sono laureati: professionisti eccellenti, profondamente legati a lui, che lo rispettano come si rispetta una guida vera e che, con la stessa dedizione e lo stesso cuore, rendono questo reparto un luogo davvero speciale.

A tutti voi voglio dire semplicemente grazie.Grazie per non avermi mai fatto sentire un numero.Grazie per avermi curato senza dimenticare la persona prima del paziente.
Grazie per quello che fate ogni giorno, spesso in silenzio.

Spero davvero che possiate continuare così, perché quello che fate conta più di quanto forse immaginiate.

Con riconoscenza,
Saverio Principe