Valle Caudina: macellazione del maiale, una tradizione ancora viva

Redazione
Valle Caudina: macellazione del maiale, una tradizione ancora viva

Valle Caudina. Una volta rappresentava il sostentamento di una intera famiglia e, nella maggior parte dei casi, era l’unica carne che ci si poteva permettere di mangiare. Oggi, per fortuna, non è più cosi ma resta ancora la tradizione legata alla sua uccisione. Stiamo parlando di sua maestà il maiale, animale tipico della società contadina. Come recita un antico adagio: del maiale non si getta niente. Perché tutto, ma proprio tutto doveva essere utilizzato, in quanto all’epoca gli sprechi non erano neanche pensabili. E la sua uccisione diventava una piccola festa, non solo per la famiglia proprietaria ma anche per i vicini, che accorrevano in massa prima per dare una mano e poi per assaggiare un poco di carne, spesso con le papacelle, accompagnato da uno schietto vino rosso. Quella sorta di cerimonia che era l’uccisione del maiale avveniva proprio durante questi giorni di gennaio, in quanto il freddo permetteva di essiccare al meglio la carne trasformata in salsicce, sopresse, capicolli e ventresche. I prosciutti no, poichè bisognava impiegare troppa carne e non era economico. Era più un prodotto che si potevano permettere le famiglie agiate. Oggi possiamo trovare questi prodotti, comodamente, in macelleria o in salumeria. E, cosa più importante, possiamo permetterci di acquistarli. Ma c’è ancora la tradizione di far crescere un maiale e poi di macellarlo in casa. Generalmente, l’incombenza della crescita viene affidata a quei contadini che si occupano di questo specifico settore. E ce ne sono ancora tanti in Valle Caudina soprattutto lungo la dorsale del monte Taburno. Alla macellazione, però, non si rinuncia. Magari il maiale viene acquistato da più persone, perché i nuclei familiari non sono più grandi, come quelli di una volta. Per macellare il maiale in casa, però, è necessario comunicarlo al Comune e all’Asl, pagando i dovuti oneri. Una volta comunicato, un veterinario dell’Asl attesta che l’animale è sano e si può dar vita alla trasformazione della carne, in tutto quel ben di Dio, che non può non fare gola  ed accompagna tante serate allegre.

Peppino Vaccariello