Valle Caudina: quel sepolcro nell’Annunziata e la carezza del padre
Una tradizione che è stata rispettata anche quest'anno
Valle Caudina: quel sepolcro nell’Annunziata e la carezza del padre. Nel solco del padre, solo così le tradizioni, quelle belle, possono continuare e diventare contemporanee. Se tuo padre, per oltre quaranta anni, in segno di devozione, ha realizzato un sepolcro o altare della reposizione dell’Eucaristia, tu non puoi che continuare questa tradizione.
Lo fai per fede, per rispetto verso tuo padre ed anche per insegnare ai tuoi figli dei valori solidi che si trasmettono con l’esempio concreto e non paroloni che spesso si rivelano inutili. Ed anche quest’anno la tradizione è stata rispettata.
Nella chiesa dell’Annunziata ad Airola, c’è un sepolcro realizzato da Franco Palumbo in onore del padre Raffaele che per oltre quaranta anni ha realizzato questa iniziativa.
Lo faceva nella chiesa di Arpaia ma ora Franco lo fa all’Annunziata di Airola perché la chiesa si trova a pochissimi metri dal suo locale, il Cavarè. Franco trascorre lì gran parte della sua giornata e gli viene naturale, quindi, entrare, segnarsi e qualche volta recitare qualche preghiera ed anche comunicarsi.
Li definiamo sepolcri ma, in realtà, si chiamano altari per la reposizione dell’Eucaristia. In ogni chiesa vengono allestiti il giovedì santo, al termine della funzione che corrisponde anche al lavaggio dei piedi degli apostoli. L’Eucaristia viene conservata al sicuro nell’attesa che vengono sciolte le campane e venga annunciato che il Cristo è risorto.
Proprio perché si ricorda la morte di Gesù e la sua deposizione nel sepolcro, quegli altari prendono il nome di sepolcri nella religiosità popolare. E, sempre il giovedì santo, si visitano dalle cinque alle sette chiese per pregare davanti a quegli altari
Questa sera, mentre Franco lavora come al solito nel suo Cavarè, quell’altare che ha realizzato sarà meta di tanti pellegrini e fedeli che eleveranno al cielo tante preghiere. A sua volta Franco quando lo ha realizzato ed installato ha pensato al papà e sicuramente sul suo capo avrà sentito una carezza, carezze che destinerà ai suoi figli quando tornerà a casa come ogni notte.