Valle Caudina: scatta l’allarme per l’epatite A
Si sono registrati cinque casi nel territorio dell'asl Benevento
Valle Caudina: scatta l’allarme per l’epatite A. Non è un’emergenza, ma il segnale è chiaro e non va sottovalutato. Nel territorio dell’ASL di Benevento, fino al 19 marzo 2026, sono stati registrati cinque casi di epatite A, un numero superiore rispetto all’unico episodio segnalato nell’intero 2025.
Un aumento che ha spinto il Dipartimento di Prevenzione ad attivarsi rapidamente, coinvolgendo i sindaci della provincia con una proposta di ordinanza urgente.
Al centro delle misure suggerite c’è una raccomandazione netta: evitare il consumo di frutti di mare crudi. L’ASL propone infatti il divieto di somministrazione negli esercizi pubblici, ma invita anche i cittadini a non consumarli nelle proprie abitazioni. I molluschi, se non adeguatamente trattati, possono infatti rappresentare uno dei principali veicoli di trasmissione del virus dell’epatite A.
Ma l’attenzione non si ferma qui. Anche il territorio irpino è in allerta. A rafforzare il quadro arriva anche il vademecum diffuso dall’ASL di Avellino, che amplia il campo delle precauzioni e richiama a comportamenti quotidiani spesso sottovalutati.
Non solo cozze, vongole e ostriche: tra gli alimenti da consumare con particolare cautela rientrano anche i frutti di bosco surgelati, che non dovrebbero mai essere mangiati crudi, ma bolliti prima del consumo.
Allo stesso modo, frutta e verdura devono essere lavate con cura, evitando qualsiasi rischio di contaminazione.
Il messaggio delle autorità sanitarie è semplice ma incisivo: la prevenzione passa soprattutto dalle abitudini quotidiane. Lavarsi le mani prima di cucinare o mangiare, separare gli alimenti crudi da quelli cotti, pulire accuratamente superfici e utensili, utilizzare acqua sicura. Sono gesti banali, ma fondamentali per interrompere la catena del contagio.
Nel frattempo, la Regione Campania ha già invitato a rafforzare i controlli lungo tutta la filiera alimentare, con particolare attenzione alle attività di ristorazione e alla vendita di prodotti ittici. Non si esclude un incremento delle verifiche anche da parte delle Polizie Municipali, soprattutto per contrastare eventuali forme di commercio abusivo.
L’allerta riguarda l’intero territorio sannita e irpino; inevitabilmente, anche la Valle Caudina, dove il consumo di prodotti ittici è parte della tradizione, soprattutto nei periodi festivi. Proprio per questo, il richiamo alla prudenza assume un valore ancora più importante.
L’epatite A è una malattia infettiva del fegato che si trasmette principalmente attraverso alimenti o acqua contaminati. Nella maggior parte dei casi ha un decorso benigno, ma può comportare sintomi significativi come febbre, nausea, stanchezza e ittero.
Ora la parola passa ai sindaci, chiamati a valutare l’adozione di ordinanze contingibili e urgenti. Nel frattempo, però, il consiglio delle autorità sanitarie resta uno solo: evitare il consumo di alimenti a rischio e prestare la massima attenzione all’igiene.
Perché, in questi casi, la prevenzione non è solo una raccomandazione, ma una responsabilità condivisa.