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Valle Caudina, tempi lunghissimi per le invalidità

Pubblicato il 9 Gennaio 2015 - 16:03

Valle Caudina, tempi lunghissimi per le invalidità

L’attesa è di oltre quattro mesi, ma se si ha bisogno di una visita domiciliare, si arriva anche a sette. Benvenuti nel paese che riesce sempre a complicare le cose, ma mica per i furbastri, solo per le persone che soffrono e che hanno diritto e bisogno di cure. Dal 2012 le competenze per assegnare le invalidità, le relative pensioni, le indennità di accompagnamento e le revisioni, sono state sottratte alle aziende sanitarie locali. Lo si è fatto per un semplice motivo, le Asl sfornavano eserciti di falsi invalidi che percepivano soldi non avendone diritto. Cosa sacrosanta, probabilmente, non c’è nulla di più odioso di queste truffe. Le competenze sono passate all’Inps, con il semplice risultato di complicare la vita alle persone perbene. I tempi per ottenere ciò che spetta sono lunghissimi e, purtroppo, sempre più spesso sta accadendo, soprattutto per quanto riguarda le neoplasie, che le indennità vengano erogate quando non se ha più bisogno, perché si è morti. La vicenda è surreale anche perché vengono chiamati a visita di revisione, ingolfando la già lunga lista, persone che hanno patologie gravissime, che per guarire, avrebbero bisogno solo di un vero e proprio miracolo. E’ una situazione incredibile, paradossale, ma soprattutto vergognosa per un paese civile. La situazione nella Valle Caudina irpina, è ancora peggiore, anche perché, da più di un anno, queste persone non hanno diritto neanche a servizi che erogava il famoso piano di zona. E qui c’è una responsabilità forte della politica che per salvare una unica professionalità, si è divisa ed ha combattuto sino a bloccare tutto. Vi lasciamo immaginare cosa significhi per una famiglia assistere una persona allettata che ha bisogno di tutto. C’è chi ha la possibilità economica e, quindi, provvede a proprie spese a pagare una badante. Chi, invece, non può, deve fare i salti mortali per non abbandonare queste persone nel dolore e nell’incuria. E poi, c’è chi lucra allegramente sulla sofferenza. Sono esorbitanti i prezzi per alcune prestazioni professionali a domicilio. Ed indovinate un po’? Nessuno emette fattura. Di questo, però, ci prepariamo a parlare dettagliatamente in un’inchiesta che stiamo conducendo, Il Caudino on line, dedicherà gran parte del 2015, alla difesa di coloro che soffrono, denunciando tutte le storture del sistema. A proposito, la farmacia del poliambulatorio di Cervinara, continua a restare chiusa. Interessa a qualcuno?

Peppino Vaccariello

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