Valle Caudina, un altro caudino arrestato nell’operazione Tulipano

Redazione
Valle Caudina, un altro caudino arrestato nell’operazione Tulipano
Il Mattino

C’è solo un altro caudino tratto in arresto nell’operazione Tulipano e quattro persone indagate. Si tratta di Salvatore Cavaiuolo, di Pannarano, comune sannita, che si trova solo a pochi chilometri da San Martino Valle Caudina. E’un imprenditore del settore delle slot machine, un altro ramo trattato a Roma dall’organizzazione che, secondo i magistrati, è guidata da Domenico Pagnozzi e controllava tutta Roma sud. Il sequestro dei beni, però, è arrivato sino a San Martino Valle Caudina e sotto la scure del Tribunale di Roma, sono finiti quelli di Domenico Pagnozzi e dei suoi familiari. E non si tratta di cose da poco conto. Sotto sequestro sono finiti l’abitazione di San Martino Valle Caudina, una villetta a schiera, tre auto, una Captiva, un’audi A3 ed una Fiat Panda, uno scooterone Honda 300, otto conto correnti, tra Poste Italiane e banche, ma soprattutto quote societarie della Premier Energy srl, una società di distribuzione di energia elettrica, gas e acqua, operante in tutta Italia. Del resto, secondo i magistrati della Dda, c’è sempre questo aspetto, tipico della malavita romana, di diversificare gli investimenti in attività legali. Da qui il modo di colpire della magistratura nel sequestro dei beni. Il romanzo criminale di Mimì Pagnozzi, a Roma, inizia sul finire degli anni novanta. Si rende irreperibile e si trasferisce nella capitale. Gli investigatori lo scoprono, in quanto, una domenica di gennaio del 2001, viene tratto in arresto all’uscita di un cinema, dove aveva portato moglie e figli, che da San Martino lo avevano raggiunto. Erano andati a vedere il film, Era mio padre, di Sam Mendes, una gangster story, con Tom Hanks e Paul Newman. Da allora, il professore diventa “Ice”. Oltre all’organizzazione camorristica, gli viene contestato di essere a capo di un’organizzazione dedita allo spaccio internazionale di sostanze stupefacenti. Non solo, secondo l’ordinanza, che è lunga 1.015 pagine, Pagnozzi, ricicla denaro sporco, vendendo barche. Taglieggia tre esercizi commerciali per 60mila, 13mila e 10 mila euro. E poi, come se nulla fosse, “convince”, il proprietario di un locale notturno di Roma, Il Blue Night, a cedere la proprietà ad un suo affiliato. Tutto fatto con occhi di ghiaccio, come specificano gli investigatori. E con Massimiliano Colagrande, si recava a discutere di queste cose presso il Bar Tulipano, nel quartiere Monti, lo stesso frequentato dall’ex presidente della repubblica, Giorgio Napolitano e dalla sua signora.