Carceri sovraffollate e scatta la mobilitazione nazionale dei garanti

La mobilitazione scatta domani e continerà per tre giorni

Redazione
Carceri sovraffollate e scatta la mobilitazione nazionale dei garanti

Carceri sovraffollate e scatta la mobilitazione nazionale dei garanti. La Conferenza nazionale dei Garanti territoriali delle persone private della libertà personale ha proclamato la mobilitazione nazionale per i giorni 13-14-15 luglio.

Lo ricorda Patrizia Sannino, Garante della Provincia di Benevento, che, per illustrare le motivazioni della mobilitazione, ha sottolineato il titolo del Documento elaborato dalla Conferenza nazionale: “Non c’è più tempo: Fermare la strage di vite e di diritti nelle carceri italiane” .

La Conferenza nel Documento denuncia che «in Italia siamo oltre la soglia dei 64 mila detenuti. Non sono numeri, ma persone: corpi, volti, storie, vite ristrette in spazi insufficienti, con personale
insufficiente, attività insufficienti, cure insufficienti e prospettive insufficienti».

Il sovraffollamento, spiega la Conferenza, «significa caldo insopportabile, celle invivibili, tensione continua, disagio psichico, autolesionismo, aggressività, suicidi».

La denuncia trova un forte riscontro nel fatto che, precisa la Conferenza dei Garanti delle persone private della libertà personale, «negli ultimi tre anni oltre 17 mila detenuti hanno ottenuto un
riconoscimento, economico o in termini di riduzione della pena, per trattamenti inumani e degradanti ai sensi dell’art. 35-ter dell’Ordinamento penitenziario.

Questo dato dovrebbe scuotere le coscienze più di ogni slogan: non lo dicono i Garanti, non lo dicono le associazioni, non lo dicono i detenuti. Lo dice lo Stato, attraverso ledecisioni dei magistrati chiamati a riconoscere condizioni incompatibili con la dignità umana e con l’art. 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo».

Queste condizioni critiche, «una vera emergenza sociale», sottolinea la Conferenza dei Garanti, ha indotto il Presidente della Repubblica a richiamare Governo, Parlamento e istituzioni alla responsabilità: eppure, , ricorda la Conferenza dei Garanti, «le carceri italiane continuano a essere piene, fragili, sovraffollate, spesso indegne di un Paese civile».
L

a Conferenza dei Garanti ha quindi ricordato una serie di sentenze della Magistratura sul tema, come ad esempio, quella del Tribunale di Firenze, che ha ordinato il sequestro preventivo di sette sezioni detentive del carcere di Sollicciano, mentre il Presidente della Corte Costituzionale il 30 giugno scorso ha ammesso la Conferenza Nazionale dei Garanti territoriali delle persone private della libertà personale come Amicus Curiae , un riconoscimento del ruolo di Garanti e di Conferenza Nazionale.

Alla luce di tanto, «la Conferenza Nazionale dei Garanti territoriali chiede un gesto di clemenza, un provvedimento deflattivo immediato, serio, selettivo e costituzionalmente orientato. Non è buonismo, è responsabilità.

Un sistema saturo non rieduca, non cura, non reinserisce e non produce sicurezza». La Conferenza dei Garanti chiede «l’introduzione di una liberazione anticipata speciale, portando da 45 a 75 giorni per ogni semestre la detrazione di pena per chi partecipa positivamente al percorso trattamentale.

Non un “liberi tutti”, ma uno strumento collegato alla condotta, alla responsabilizzazione e alla partecipazione all’opera rieducativa». La Conferenza Nazionale chiede inoltre « un intervento immediato per i detenuti con residuo pena non superiore a un anno, non condannati per reati ostativi e senza concrete esigenze di sicurezza tali da imporre la permanenza in carcere.

Si tratta di circa 8/9 mila persone che potrebbero essere accompagnate verso misure alternative, detenzione domiciliare, lavoro, cura, comunità e reinserimento. I Garanti precisano: «Occorre rafforzare magistratura di sorveglianza, UEPE, educatori, psicologi, assistenti sociali, personale sanitario, polizia penitenziaria, mediatori culturali, cancellieri del Tribunale di Sorveglianza e tutti gli operatori che ogni giorno tengono in piedi il sistema.

La dignità dei detenuti e quella del personale non sono in conflitto: sono parte della stessa battaglia». Secondo i Garanti, «il carcere non può essere il contenitore di tutte le fragilità che fuori non trovano risposta».

La Conferenza chiede anche «un piano straordinario per salute penitenziaria, disagio psichico, dipendenze, detenuti malati, stranieri privi di rete familiare, giovani adulti e minori. Invece di moltiplicare organismi, sigle e strutture dal forte impatto mediatico ma dalla dubbia utilità concreta servono scelte utili. La tutela delle vittime è sacrosanta, ma non si realizza rendendo
il carcere più disumano.

Si realizza prevenendo la recidiva, responsabilizzando chi ha commesso un reato e costruendo percorsi reali di reinserimento. Non abbiamo bisogno di nuove bandiere. Abbiamo bisogno
di un carcere più costituzionale». Infine, la Conferenza Nazionale dei Garanti rivolge «un appello alla politica e alla società civile: interessatevi al carcere, entrate dove possibile negli istituti,
ascoltate chi ci vive e chi ci lavora, parlate con volontari, operatori, polizia penitenziaria, cappellani e associazioni».

La Conferenza Nazionale dei Garanti territoriali «intende avviare, anche nelle giornate del 13, 14 e 15 luglio, ulteriori momenti di mobilitazione, riflessione e denuncia pubblica, da realizzare nei
territori, dinanzi o all’interno degli istituti penitenziari, nei luoghi della giustizia e in ogni spazio utile a richiamare la politica e la società civile alle proprie responsabilità».