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Cervinara: Biancardi emoziona Joffredo

Grande successo per l'installazione dell'artista
di  Redazione
1 mese fa - 15 Agosto 2021

Cervinara: Biancardi emoziona Joffredo. ” La mia casa era là”. Con gli pieni di lacrime e la voce rotta dall’emozione, Alfonso Raviele con cinque parole ha riportato quel senso della tragedia che continua ad aleggiare a Joffredo di Cervinara,

Ferita a morte

Anche se ferita a morte, però, quella zona storica del centro caudino vuole continuare a vivere. Lo fa, lanciando piccoli segnali di resistenza civile. Lo fa affollando, in una sera di agosto, il sagrato della chiesa per partecipare ad un evento artistico- culturale.

Lo fa stringendosi intorno ad un artista, il maestro Peppe Biancardi, che proprio per Joffredo ha realizzato un’installazione di gigantografie che raccontano ed interpretano la storia di quel Borgo.

La battaglia di Biancardi

Biancardi continua a regalare preziosi ed emozionanti momenti a Cervinara. Peppe ha ingaggiato una sua personale battaglia contro lo spopolamento dei paesi dell’entroterra dell’Appennino. La sua sensibilità non gli consente di assistere inerme al fenomeno che vede, ancora una volta, partire tanti giovani.

Vede chiudere, per sempre tante case. E, questa volta, a differenza del passato, teme che nessuno tornerà a riaprire quelle porte.  E così, con la potente arma della cultura, mai prona a nessun potere politico, cerca di contrastare in ogni modo questa situazione.

Il silenzio della rassegnazione

Il suo è un urlo che squarcia il silenzio della rassegnazione. E gli abitanti di Joffredo hanno capito, hanno recepito il messaggio. Tanto che  il maestro Biancardi è stato adottato dalla gente del posto.

Ha trovato validi alleati in Massimo Zullo che vive altrove ma il suo cuore resta a Joffredo. In Franco Petraglia, memoria storia del luogo ed Ivan Raviele  che ha curato la ristrutturazione della piazza ed ora sembra il custode della sua bellezza.

Cervinara: Biancardi emoziona Joffredo

Quelle gigantografie hanno emozionato tutti. Ma non si tratta di un’opera che può essere capita solo dalla gente del posto. L’installazione parla a tutti. O, almeno, parla a tutti quelli che coltivano un sogno nel cuore e non si rassegnano a vedere una storia ingoiata dall’oblio.

Peppe Biancardi è testardo e continuerà nella sua battaglia artistica e culturale. Cervinara deve tenersi stretta persone come lui ed agevolare in tutti i modi la sua opera.

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