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Cervinara: divieto di utilizzare l’acqua dai rubinetti a Valle

Cervinara: divieto di utilizzare l'acqua dai rubinetti a Valle. Con ordinanza sindacale adottata in data odierna è  fatto divieto assoluto di utilizzare l’acqua dei rubinetti
di  Redazione
6 mesi fa - 11 Febbraio 2021

Cervinara: divieto di utilizzare l’acqua dai rubinetti a Valle. Con ordinanza sindacale adottata in data odierna è  fatto divieto assoluto di utilizzare l’acqua dei rubinetti per uso potabile e alimentare in tutta la frazione Valle fino al ponte di Pantanari a Cervinara.

Valle

Vale per  tutte le utenze servite dal serbatoio in località Valle alimentato dalle sorgenti di Fontana Stella e Vullo.  L’Azienda Alto Calore S.p.A., difatti, ha da poco comunicato  che si stanno verificando fenomeni di intorbidimento di alcune sorgenti locali di Cervinara.

Si tratta, probabilmente, di fenomeni dovuti al maltempo dei giorni scorsi. Risultano interessate le  sorgenti Fontana Stella e Vullo che alimentano la frazione “Valle”. Al  momento non ci sono prelievi attestanti il divieto di utilizzo di dette acque ad uso potabile ma,  in via assolutamente precauzionale e cautelativa, l’Alto Calore ha chiesto di emettere Ordinanza di divieto di uso delle acque a scopo idropotabile e alimentare per la frazione Valle.

Monitoraggio

Sempre per quanto riguarda il maltempo a Cervinara continua il monitoraggio della situazione dei torrenti.Il sindaco Caterina Lengua informe che questa mattina c’è stato un primo sopralluogo al vallone Pirozza con i tecnici del genio civile. Il comune, in sinergia con la protezione civile regionale e il genio civile, sta portando avanti una incessante attività di verifica della situazione idrogeologica del territorio.

Resta fondamentale il monitoraggio della situazione riguardante soprattutto i corsi d’acqua. Nella giornata di ieri, il Genio Civile ha dato il via libera per dei lavori ripulire il letto e liberare le ostruzioni lungo il Carmignano sino a quando diventa Isclero nel comune di Rotondi.

l sole che splende questoggi  tende a far scemare la grande paura di ieri. Eppure, da questa mattina, si stanno facendo i conti dei danni dell’ennesima ed eccezionale ondata di maltempo che ha flagellato la Valle Caudina e non solo.

Urgenza ed emergenza

Oggi, si tende ad archiviare, ma ieri, soprattutto, in serata non si poteva non temere il peggio. E, a queste situazioni si risponde sempre e solo con interventi di urgenza e di emergenza.

Continua a mancare una seria politica di governo del territorio che sappia intervenire per prevenire questi eventi che oramai non possono più essere considerati eccezionali. Bisogna fare i conti con i cambiamenti climatici e capire, una volta per tutte, che i temporali si trasformano in bombe d’acque.

Ma si continua con l’assurdo balletto della frammentazioni di organi ed autorità sovracomunali che devono intervenire per una moderna pianificazione degli eventi.

Emblematica, in questo caso, è la gestione dei corsi d’acqua che tocca al Genio Civile. I comuni che vengono attraversati da torrenti e fiumi possono solo dare l’allarme e chiedere l’intervento di questo organismo.

Badate bene, nessuno vuole gettare la croce sul Genio Civile, ma perché non far gestire ai comuni i tratti dei corsi d’acqua che ricadono nel loro territorio?

La politica dei corsi d’acqua

Ieri tra Cervinara e Rotondi si sono vissuti momenti di apprensione per il Carmignano/Isclero. Il primo cittadino di Cervinara Caterina Lengua è riuscita ad avere un intervento straordinario del Genio Civile per liberare le ostruzioni lungo questo corso d’acqua.

Attenzione, però, due settimane fa, lo stesso Genio Civile autorizzò un intervento simile per quanto riguarda il territorio di Cervinara. Perché, in quel momento, non si è pensato liberare l’intero tratto? Decisioni cervellotiche che non hanno alcun senso.

E, tra qualche ora, scatta un nuova emergenza, legata alla neve. Cambia l’emergenza e cambiano gli organismi che devono intervenire. Ora tocca alle province gettare il sale e tenere libere le strade.

La politica dovrebbe dare risposte a queste divisioni in mille rivoli di competenze. Si preferisce delegare e non affrontare mai il problema. Poi si invocano i tecnici e le persone di alto spessore istituzionale.

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