Attualità

Cervinara: il cimitero dei cani

di  Redazione  -  10 Giugno 2019

Cervinara. Durante una passeggiata sulle selve di Cervinara, lungo il sentiero che porta ad una zona montuosa, dai numerosi latrati che si sentivano, sporgendo lo sguardo oltre una siepe, ho visto decine di cani, sparpagliati per terra o che si rincorrevano tra di loro, e mi chiedevo a chi appartenessero.

Dopo poco tempo, ho visto una ragazza aprire il cancello del recinto del terreno, dove è entrata insieme ad altri cani. Incuriosito ho chiesto alla ragazza a chi appartenessero tutti quei cani e chi li gestisse. Mi è stato risposto che è un ricovero per cani, gestito da una associazione di ragazze (Mabello) che hanno a cuore la situazione dei cani randagi. A quel punto, mi è venuto il desiderio di saperne di più.

A circa un centinaio di metri, prima di imboccare il sentiero delle Fontanelle, fino agli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso, c’era un castagneto che apparteneva alla chiesa di S. Potito. I ragazzi che vi andavano a giocare a pallone lo chiamavano il campo dei soldati, perché spesso un battaglione vi trascorreva qualche settimana, per esercitazioni militari.

I ragazzi di Via Cioffi e di Via Scalamoni in questo campo dei sodati trascorrevano tutto il loro tempo libero. Dagli anni Cinquanta non fu più possibile ai ragazzi usarlo come campo da gioco perché era diventato il cimitero dei cani.

La massiccia presenza nelle strade di Cervinara di moltissimi cani randagi aveva indotto l’amministrazione comunale a risolvere il problema del randagismo. L’unica soluzione era di assumere un accalappiatore di cani. Il problema fu risolto. L’accalappiatore si dette da fare e riusciva a catturare decine di cani alla settimana. Per i randagi non c’era la possibilità di tenerli in vita, perché il problema era grosso. Se il cibo era scarso per gli uomini, era difficile procurarlo anche per i cani. Al problema del cibo si univa anche quello della cura in caso di malattie e dell’accoglienza in qualche luogo riparato. L’unica soluzione era, purtroppo, l’eliminazione dell’animale.

Tutti i cani eliminati furono seppelliti nel campo dei soldati, che ne divenne il cimitero e naturalmente i ragazzi persero il loro campo da gioco. (Foto da web)

Raffaele Cioffi