Cervinara, il concerto di Pino Daniele del 1979

Il Caudino
Cervinara, il concerto di Pino Daniele del 1979
Pino Daniele sul palco di San Martino Arte

Cervinara. Oggi è come se fosse sabato perché domani non si va a scuola. Ed abbiamo un nodo in gola perché Pino Daniele ha preso il volo. Ci piace pensarlo vicino al suo amico Massimo e soprattutto siamo certi che artisti grandi come loro non muoiono mai davvero. Ci hanno lasciato tanto, ci hanno regalato emozioni incredibili che possono essersi solo trasferiti, ma siamo certi che ritorneranno. Pino ritorna ogni volta che qualche ragazzo prende in mano una chitarra ed accenna a Terra Mia e succederà sempre. E poi, Il Lazzaro Felice ha lasciato una impronta forte anche in Valle Caudina. Dello strepitoso concerto a San Martino del 1992 abbiamo già parlato in un altro articolo. Ma non avevamo dimenticato Cervinara, non poteva succedere. Eravamo solo alla ricerca di una fotografia che, purtroppo, non abbiamo rinvenuto. Da duecento a duecentomila. Prima di San Martino Valle Caudina, Pino Daniele si esibì anche a Cervinara in un contesto totalmente diverso. Era il 1979 ed il Nero a metà era agli esordi, in pochi lo conoscevano ed infatti sul campo sportivo di Cervinara non eravamo che poche centinaia. Pino venne nel centro caudino per esibirsi nell’ambito della festa provinciale della Fgci. Il prezzo del biglietto, come ci ha ricordato Tonino Musto uno degli organizzatori di quel concerto insieme ai suoi giovani compagni, era di mille lire. Sempre grazie a Tonino Musto e un po’ alla nostra memoria, siamo riusciti a ricostruire quel grande momento. Di lì a qualche giorno, ossia, il 3 ed il 10 giugno, si sarebbe votato per le elezioni politiche e per quelle europee. La prima cosa che Pino Daniele chiese ai compagni cervinaresi fu la quaterna che loro portavano. All’epoca, infatti, si votava con quattro preferenze. Poi, mentre il palco veniva montato, si rese conto del grande spettacolo che offrivano le nostre montagne e così i giovani comunisti visto che mancava ancora un po’ di tempo al concerto lo caricarono in auto e lo portarono ad ammirare da vicino le bellezze del Partenio, facendo tappa al Mafariello per una salutare bevuta di acqua. Per tanti di noi spettatori, invece, quello fu il primo vero concerto diverso dalle feste di piazza. Vedere suonare e cantare Pino Daniele ha caratterizzato la nostra esistenza, cementando la nostra sensibilità. E quella musica resterà la colonna sonora, non solo dell’adolescenza ma di tutta la vita. I testi di alcuni sue canzoni, sono pura poesia. Ascoltammo, tra le altre, “Je so pazzo” prima che diventasse famosa in tutta Italia, lanciando nel firmamento della musica quel ragazzo un po’ schivo ma con una immensa forza dentro. Solo due anni dopo, quei duecento diventarono duecentomila. Il 19 settembre del 1981, infatti, andammo a Napoli, il concerto era gratis, a vedere Pino Daniele con una band straordinaria, esibirsi in piazza del Plebiscito. E poi lo abbiamo continuato a seguire, spesso si è esibito a Benevento. Ma stupefacente fu il concerto del 1993 a Cava dei Tirreni con Pat Metheney. C’erano sempre tanti caudini a quegli appuntamenti, Pino ci ha rapito il cuore. Ha saputo raccontarci l’indignazione e la rabbia, la voglia di riscatto. Ha volto il suo sguardo poetico sugli ultimi, che a Napoli sono ancora più ultimi, ha riannodato le radici con il Mediterraneo e poi ci ha narrato i sentimenti. Oggi è come se fosse sabato, domani non si va a scuola, ma abbiamo tutti un nodo in gola.

Peppino Vaccariello