Cervinara: la croce della speranza benedetta da don Nicola Taddeo
Tante persone hanno partecipato a questo momento molto sentito per la frazione Salomoni
Cervinara: la croce della speranza benedetta da don Nicola Taddeo. In questi tempi in cui le notti sono sempre più oscure ed il buio sembra non avere fine ed avvolgere tutto. Un’era tenebrosa che piega pure le persone più ottimiste.
Ma anche le notti più lunghe e più buie sono destinate a finire e scrutando bene il cielo si possono intravedere i bagliori di luce di una nuova alba. Ed è proprio una di queste luci che brilla a Cervinara da questa sera.

L’edicola votiva della frazione Salomoni che custodisce una santa croce è tornata a splendere. La croce custodisce la frazione e tutti coloro che vi transitano dal 1884 e fu posta al termine di una missione dei Padri Passionisti in ricordo di quel momento.
Ma l’edicola votiva risale ad ancor prima e fu eretta spontaneamente dai fedeli ai tempi di Papa Orsini, quel Benedetto decimoterzo che, nonostante, fosse stato eletto pontefice volle restare arcivescovo di Benevento.
Anche questa volta, il restauro è stato propiziato da uno sforzo comunitario. I fedeli hanno contribuito come potevano al restauro che è stato proposta dall’associazione Adiutera che ha come scopo il rilancio delle frazione Salomoni, E’ la stessa associazione che, nel mese di agosto, ha organizzato tre splendide serate in piazza Sant’Adiutore ed altre iniziative sono già in cantiere.

La benedizione della croce è avvenuta al termine di una messa che è stata officiata nella chiesa Sant’Adiutore Vescovo, celebrata dal parroco unico dell’unità pastorale don Renato Trapani. Don Renato ha avuto un concelebrante molto particolare. E’ tornato, infatti, in quella che per tanti anni è stata la sua chiesa don Nicola Taddeo ed è stato proprio lui a benedire la croce.
Alla cerimonia tante persone e non potevano mancare le autorità. Il sindaco Filuccio Tangredi, con tanto di fascia tricolore, accompagnato da gran parte degli assessori e dei consiglieri di maggioranza.

Rivedere quella croce così bella ed illuminata non può non far pensare ad una dolce vecchina che si è presa cura di lei, ogni giorno, per almeno cinquanta anni. Da qualche parte starà sorridendo perché il suo esempio non è andato perso. E la memoria è un’altra di quelle luci che si accende nelle notti più oscure.
