Cervinara:  ” non sono io a chiedere i soldi per mio figlio malato “

Cervinara: ” non sono io a chiedere i soldi per mio figlio malato “

18 Dicembre 2021

di Redazione

Cervinara: ” non sono io a chiedere i soldi per mio figlio malato “. La storia è davvero strana. Ma oltre alla stranezza si condisce di una crudeltà gratuita ed inspiegabile, sotto ogni punto di vista. Qualche giorno fa vi abbiamo riportato la notizia alquanto particolare. A notte fonda, nella zona di via San Marciano a Cervinara.una persona bussa ai citofoni di diverse abitazioni.

Urgenza al Santobono

E’ surreale ricevere una visita a quell’ora. Chi bussa, quindi, lo fa perché ha bisogno di aiuto. Ed, infatti, questa persona si presentava con tanto di nome e cognome ed asseriva di aver bisogno di cinquanta euro perché doveva portare d’urgenza il figlio all’ospedale Santobono di Napoli.

Una richiesta che spiazzava un poco i padroni di casa. Questo perché questa persona si presentava con il nome ed il cognome di un papà che effettivamente, purtroppo, ha un figlio di cinque anni che ha bisogno delle cure dei sanitari del Santobono.

Si tratta di Antonio Stanzione, il quale ha contattato il nostro giornale per spiegare, come già ha fatto con le forze dell’ordine, che con questa stranissima storia lui non centra proprio nulla.

Lacrime agli occhi

Aveva le lacrime agli occhi quando ha parlato con noi perché non riesce a spiegarsi questa gratuita crudeltà a cui viene sottoposto con il resto della famiglia.

Come già detto, il suo bimbo di cinque anni ha bisogno di queste cure. Ma lui non ha mai chiesto denaro a nessuno, Con mille sacrifici porta il piccolo, non solo al Santobono di Napoli, ma nei più attrezzati ospedali di Italia. E prega Dio che questo calvario possa finire al più presto.

Maledetta malattia

Antonio Stanzione non riesce a darsi una spiegazione per questo vile atteggiamento che provoca nuove ferite alla sua famiglia. Ma soprattutto tiene a far sapere a tutti di non essere lui la persone che suona i citofoni in piena notte. Ci auguriamo che questa vicenda possa terminare al più presto. Ma soprattutto che il piccolo possa guarire da questa maledetta malattia.

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