Cervinara: quando la vita umana valeva meno del carbone

La tragedia di Marcinelle e di Antonio Sacco raccontata negli studi del professore Toni Ricciardi

Redazione
Cervinara: quando la vita umana valeva meno del carbone

Cervinara: quando la vita umana valeva meno del carbone. Sono pochissimi i caudini ed i cervinaresi che non hanno storie di emigrazione in famiglia. Certo, nel 2026 raccontare le condizioni in cui i nostri nonni hanno dovuto lasciare la loro terra sembra arduo e per molti può sembrare anche fastidioso.

Eppure ricordare è un dovere etico e morale. Ed oggi, esattamente, 70 anni fa, l’otto agosto del 1956 un incendio nella miniera di carbone di Bois du Cazier , a Marcinelle in Belgio, costò la vita a 262 persone. Di questi ben 136 erano italiani ed il più giovane, aveva soli sedici anni, era di Cervinara e si chiamava Antonio Sacco.

Il Caudino, come punto di onore, ogni anno ricorda questo ragazzo che era arrivato in Belgio da Pantanari e a cui è stata dedicata l’aula consiliare nel 2010. Ma la memoria di quella strage è tenuta viva anche da seri studi.

Il professore Toni Ricciardi, storico dell’emigrazione presso l’Università di Ginevra e deputato del partito democratico, eletto nella circoscrizione estero, ripartizione Europa, alla strage di Marcinelle ha dedicato ben due libri. Uno è stato pubblicato, dieci anni fa ed ha titolo veramente eloquente: Marcinelle 1956. Quando la vita vale meno del carbone. Il secondo è recente ed è sempre ricco di spunti: Una repubblica fondata sull’emigrazione. Marcinelle: storia e simbolo.

Proprio oggi Il Manifesto dedica al lavoro del professore Ricciardi una pagina intera e serve anche per ricordare i settanta anni di quella tragedia in una miniera,una data che non possiamo dimenticare. Al più presto l’autore sarà a Cervinara per presentare il suo libro. L’onorevole Ricciardi ha dato già la sua disponibilità anche perchè conosce bene la storia di Antonio Sacco. Del resto, in appendice al libro sono riportati i nomi dei nostri 136 connazionali.

In attesa di poter parlare direttamente con l’autore, vi vogliamo riportare un fatto poco noto che, giustamente, Ricciardi mette bene in chiaro. L’emigrazione del secondo dopo guerra era ben strutturata e favorita dai nostri governi.

Non a caso, infatti, per ogni italiano che emigrava in Belgio e trovava lavoro in una miniera, l’Italia riceveva in cambio 200 chilogrammi di carbone.  Proprio come il titolo del libro di Ricciardi, la vita umana valeva meno del carbone perchè le condizioni in cui vivevano i nostri connazionali erano a dir poco vergognose. Eppure sulla loro pelle, grazie anche alle loro rimesse l’Italia ha potuto vivere la straordinaria stagione del boom economico.

Dimenticare quei sacrifici, anche umani, è qualcosa di immorale ed è qualcosa che non possiamo permetterci perchè un popolo che ignora il proprio passato non ha alcun futuro.