Cervinara:il cinema di Liminaria MMXXVI Hauntolica a palazzo Laino

Interssante serata con la proposta di due opere di Django Burdeau. e Antonello Carbone

Redazione
Cervinara:il cinema di Liminaria MMXXVI Hauntolica a palazzo Laino

Cervinara:il cinema di Liminaria MMXXVI Hauntolica a palazzo Laino. Una serata piacevole, ricca di spunti su arte, cinema , toccando temi scottanti come i paesaggi post agricoli, l’emigrazione e la ricerca di un altrove che è dentro di noi.

Liminaria MMXXVI Hauntolica ha fatto tappa con due serate anche a Cervinara. La rassegna, organizzata da Interzona Aps, diretta da Leandro Pisano, si snoda dalla Valle Caudina, alla Valle Vitulanese ed arriva sino al Fortore.

Per questa edizione, due eventi sono stati proposti a Cervinara, nella splendida corte di palazzo Laino, in via Aia De Panno. La squisita padrona di casa. Mariapia, apre sempre volentieri le porte della sua splendida magione per eventi culturali di un certo livello.

Martedì sera è stato proiettato il film  Adele Turri, mentre ieri sera le proiezioni sono state due. La serata si è aperta con la visione del cortometraggio dell’artista residente di Liminaria Django Burdeau.

La visione è stata agevolata da un puntuale e brillante di Giacomo Porrino. Il cortometraggio focalizza gli impercettibili cambianti di uno scenario rurale. E’ certamente un virtuoso crescendo dell’uso della cinepresa.

Subito dopo si è passati alla visione del docufilm di Antonello Carbone: ” Me ne vado e divento Papa”. Si tratta di un lavoro molto originale, surreale, ironico ma anche una vera e propria denuncia dello spopolamento dei territori irpini a causa della denatalità e delle nuova emigrazione.

Le scene spaziano dall’immobilità dei nostri piccoli centri dell’entroterra alla Germania di Monaco di Baviera. E’ un viaggio iniziatico dello stesso Antonello, che è anche il protagonista, alla ricerca di Nina l’amore della sua vita.

Durante il percorso incontra emigranti di ieri e di oggi e riesce a farli diventare protagonisti di altrettante storie oniriche.  La colonna sonora è stupenda ed è frutto del lavoro di Carmine Ioanna, un virtuoso della fisarmonica, che dona profondità ed emozione al racconto di Carbone.

Il titolo si deve al fatto che l’autore è nato il 13 maggio del 1981, data in cui Alì Agca attentò alla vita di Giovanni Paolo II. E la nonna era convinto che Antonello sarebbe diventato Papa. Al termine della proiezione del film il regista e l’autore delle musiche sono stati intervistati dal direttore del nostro giornale, Peppino Vaccariello.

Non è mancata una riflessione di quanto sia sempre più arduo fare cinema nel nosttro paese che non investa nulla sui giovani cineastri.