Concessi gli arresti domiciliari a Nicolò Palermo
Il giovane è accusato del tentato omicidio di Gaetano Cusano
Concessi gli arresti domiciliari a Nicolò Palermo. Il Tribunale del Riesame di Napoli, accogliendo le tesi dell’Avvocato Vittorio Fucci e dell’Avvocato Francesco Altieri, ha scarcerato Nicoló Palermo, 19 anni di Benevento, concedendogli gli arresti domiciliari nella sua abitazione a Benevento.
Il Palermo è imputato per il tentato omicidio del giovane Gaetano Cusano, 17 anni di Vitulano, parte civile, assistito, invece, dall’Avvocato Antonio Leone.
La scarcerazione avviene dopo una controversa battaglia giudiziaria, in particolare: La Suprema Corte di Cassazione nel mese di luglio, accogliendo il ricorso dell’Avvocato Vittorio Fucci e dell’Avvocato Francesco Altieri, aveva annullato la decisione del Tribunale del Riesame di Napoli che confermava il provvedimento del Tribunale di Benevento che aveva rigettato la richiesta di revoca o sostituzione della misura della custodia cautelare in carcere.
Si trattava del secondo annullamento dei giudici ermellini rispetto ad un provvedimento riguardante la libertà personale di Nicolò Palermo, infatti: Lo scorso febbraio la Suprema Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso dell’Avvocato Vittorio Fucci e dell’Avvocato Francesco Altieri, aveva già annullato una prima volta il provvedimento del Tribunale del Riesame di Napoli che conferma l’ordinanza genetica della custodia cautelare in carcere emessa nei confronti di Nicolò Palermo.
Bisogna poi ricordare che questo era stato il terzo provvedimento della Suprema Corte a favore del Palermo dato che a marzo 2026, accogliendo il ricorso dell’Avvocato Vittorio Fucci e dell’Avvocato Francesco Altieri, aveva anche annullato, addirittura senza rinvio, il provvedimento di sequestro del telefono cellulare di Nicolò Palermo.
L’ordinanza che applicava la custodia cautelare in carcere nasce a seguito di quanto verificatosi nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 2025, in particolare, secondo l’accusa, da Benevento città sarebbero partite quattro auto: un’Alfa Romeo Mito, due Fiat Panda e una Grande Punto, con a bordo un gruppo di ragazzi di Benevento, tra cui Nicoló Palermo, per dirigersi al locale “Xuè” di Montesarchio, al fine di aggredire un gruppo rivale di ragazzi.
Giunti sul posto aggredirono due ragazzi, mettendo in essere atti idonei ad uccidere Gaetano Cusano, pestato a sangue con calci, pugni e colpito alla testa con una mazza dabaseball, mandandolo in coma.
In particolare Palermo, secondo l’accusa, sarebbe colui che avrebbe immobilizzato il Cusano stringendogli le mani al collo, con il cosiddetto metodo dell’ incravattamento, e permettendo così ai suoi presunti sodali di mettere in essere l’aggressione potenzialmente mortale nei confronti di Cusano.
La ricostruzione degli inquirenti, sarebbe basata sulle immagini di una telecamera, sull’analisi dei cellulari e sulle dichiarazioni di alcuni testimoni.
Oggi il Tribunale del Riesame di Napoli, accogliendo le tesi dell’Avvocato Vittorio Fucci e dell’Avvocato Francesco Altieri, ha scarcerato Nicoló Palermo, concedendogli gli arresti domiciliari nella sua abitazione a Benevento.