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Deroghe agli spostamenti di Natale, decida il parlamento

di  Redazione
5 mesi fa - 11 Dicembre 2020

Deroghe agli spostamenti di Natale, decida il parlamento. Il governo rinvia al Parlamento la responsabilità di decidere eventuali deroghe ai divieti di spostamento durante le feste di fine anno. I limiti, spiega il premier Conte da Bruxelles, possono “creare un problema oggettivo.

Chi vive in una grande città e ha i congiunti prossimi ha la possibilità di muoversi. Chi è in paesini più piccoli, può avere qualche difficoltà.

Se il Parlamento, assumendosene tutta la responsabilità, vuole introdurre eccezioni sui Comuni più piccoli, in un raggio chilometrico contenuto, torneremo su questo punto. Il Parlamento è sovrano. Ma grande cautela in qualsiasi eccezione’.

Aspetto che il governo faccia prevalere il buon senso sugli spostamenti natalizi, nelle modalità che verranno ritenute più opportune”. Così il capogruppo del Pd a Palazzo Madama Andrea Marcucci torna sul Dl Natale e sui cambiamenti ipotizzati dal Governo.

“Io ribadisco che sono assolutamente a favore del rigore scelto negli ultimi provvedimenti- sottolinea- ma non capisco il senso delle obiezioni che mi vengono rivolte. Se un cittadino romano, a Natale, va da un quartiere all’altro, non mette a repentaglio la salute pubblica.

Se invece lo fa un altro cittadino, passando da un Paese ad un altro limitrofo e coprendo sicuramente meno chilometri, diventa un pericolo per la salute pubblica?”.

l fatto che il Governo stia valutando dei limiti provinciali per gli spostamenti “non è una vittoria di Salvini, penso sia una vittoria di buonsenso: noi abbiamo detto a Conte limita gli spostamenti all’interno della stessa provincia o al massimo un limite numerico.

Se tutta l’Europa non mette limiti fra comuni, non voglio che gli italiani siano separati in casa tra famiglie”. Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini a Telelombardia.

Deroghe agli spostamenti di Natale, decida il parlamento

“La salute viene prima di tutto, nessuno pensa ai veglioni di Capodanno però io ho parlato anche con tanti medici: non c’è nessuna motivazione scientifica a chiudere la gente in casa come per comune. Mettiamo semmai dei limiti numerici”, ha proposto Salvini. ( Ansa)