Don Nicola: il prete che guidava l’ambulanza

Don Nicola: il prete che guidava l’ambulanza

1 Settembre 2014

di Il Caudino

Con la nomina ad amministratore parrocchiale di don Lorenzo Varrecchia, ai Salomoni si chiude ufficialmente un’epoca. E’ vero, la nomina è temporale in attesa che don Nicola Taddeo possa riprendersi e noi siamo i primi ad augurarcelo.
La verità, però, è che difficilmente il “caro don” tornerà a gestire in maniera diretta la Parrocchia di Sant’Adiutore.
Ecco perché giudichiamo necessario ricordare tutte le cose che don Nicola ha promosso e realizzato. Ovviamente quelle pubbliche, quelle non lasciate alla personale carità di un prete e quelle che il modesto cronista ricorda. Questa opera di ricordo è fondamentale affinchè tutti abbiano chiaro in mente chi è don Nicola e cosa ha fatto per tutta la comunità cervinarese.
Don Nicola si è insediato ai Salomoni il 2 ottobre 1992, dopo aver affiancato per qualche mese il suo predecessore monsignor Antonio Lombardi.
Al suo arrivo è stato subito chiaro per tutti una cosa: don Nicola era un pastore che amava stare tra la gente. E la “gente” di cui si occupava erano quelli ai margini.
In un momento in cui la Chiesa difendeva la scelta di “stare nelle sagrestie”, l’allora giovane parroco decise di lasciare la curia per incontrare le sue pecorelle. La scelta pastorale per l’ultimo è sempre stata la stella polare del suo cammino.
Attirò subito a sé tantissimi giovani. Rifondò l’Azione Cattolica e ad essa affidò un incarico importante: coadiuvare la sua azione pastorale nei confronti di chi viveva i problemi.
All’inizio degli anni Novanta tra i tanti problemi in Valle Caudina, l’eroina era uno dei più importanti. Don Nicola si schierò subito accanto ai giovani che vivevano questo dramma: quanti ricordano la sua opera per inserire i giovani in comunità? E la sua collaborazione con la Comunità Ville del Sole di San Martino? Per questo, già allora, egli ricevette minacce più o meno velate. Non lasciò, però, che nessuno interferisse nella sua opera.
Subito dopo, grazie all’impegno di una parte della società civile di Cervinara, fondò e promosse la Confraternita di Misericordia di Cervinara. Ora siamo tutti abituati a vedere le ambulanze e i volontari che danno una mano. Allora non esisteva nulla di tutto questo. Si cominciò con una ambulanza modello Fiat 238, un rudere che egli stesso guidava sottoponendosi anche ai turni di notte. Quanti, oggi, ricordano il prete autista di ambulanza? Quanti di quelli che lo hanno criticato per “non essersi dimesso da parroco” ricordano il suo aiuto concreto a chi stava male?Non solo. Fu grazie a lui se venne fondato il primo giornalino parrocchiale di Cervinara: In Cammino. E sempre grazie al suo impulso, la Via Crucis Vivente vide la luce. La prima edizione (ripresa dopo molti anni in cui era stata abbandonata) si svolse nella Chiesa di Sant’Adiutore. Quanti conservano questi ricordi?
Ancora. Il suo impegno contro la criminalità è stata senza paragoni a Cervinara. Nel 1997, insieme a pochi giovani, promosse una marcia contro la camorra. No, non era la solita manifestazione di chiacchiere. Essa fu realizzata mentre a Cervinara un imprenditore viveva sotto scorta per essersi rifiutato di pagare il pizzo. E don Nicola, dall’altare di Sant’Adiutore, tuonò contro questi criminali in infuocatissime omelie. Tanto che alla fine di luglio del 1997 egli fu oggetto di un attentato camorristico. Quanti conservano questo ricordo? Quanti ricordano pure che egli rifiutò fermamente la scorta?
Il suo amore per i bambini è stata un’altra caratteristica fondamentale. Realizzò a Cervinara i primi campi scuola per coloro che non potevano permettersi le ferie. L’ “Estate Ragazzi” vive nel ricordo di quanti con lui hanno cercato di collaborare e di realizzare una società migliore.
Ecco. Ci siamo resi conto che un articolo non basta per ricordare cosa ha fatto don Nicola: la mensa per i poveri, pacchi dono per le famiglie in difficoltà e, soprattutto, la porta del suo studio sempre aperta (senza contare la prima Caritas attiva nel paese).
Allora chiudiamo qui questo articolo evidenziando che almeno due generazioni di cervinaresi debbono tanto ad un uomo che ha sempre dato gratuitamente. Forse anche troppo: ma chi siamo noi per giudicare? In queste ore per lui difficili, noi possiamo solo seguire il suo insegnamento: poche chiacchiere e lavorate per chi è in difficoltà. A nome di una generazione di ragazzi cresciuti con lui gli diciamo solo: grazie don Nick!

Angelo Vaccariello

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