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Dramma della solitudine, veglia la mamma morta per sette giorni

Pubblicato il 21 Ottobre 2022 - 19:09

Dramma della solitudine, veglia la mamma morta per sette giorni

Dramma della solitudine, veglia la mamma morta per sette giorni. Figlio veglia la mamma morta per 7 giorni. Ancora una tragedia familiare, un dramma della solitudine vero e proprio quello che si è consumato in un’abitazione di Lanciano  in provincia di Chieti, in Abruzzo.

Un’anziana donna è morta in casa senza che nessuno se ne accorgesse e il suo cadavere è rimasto per giorni nella sua abitazione vegliato solo dal figlio che soffrirebbe di problemi psichici.

L’allarme lanciato dai vicini di casa

La tragica scoperta è avvenuta nella tarda mattinata di ieri, mercoledì 19 ottobre, e solamente quando i vicini si sono insospettiti a causa del cattivo odore che proveniva dall’abitazione, un vicolo di corso Roma.

I residenti della zona infatti hanno allertato le forze dell’ordine per segnalare quello che loro temevano fosse successo. Cioè qualcosa di brutto e di irreparabile e sul posto segnalato sono accorsi subito gli agenti di polizia.

I poliziotti così sono entrati in casa facendo la macabra scoperta che ha confermato i sospetti. Il cadavere della donna, la 96enne Sonia Martelli, era in camera da letto in avanzato stato di decomposizione mentre il figlio 61enne la vegliava apparentemente senza comprendere cosa fosse accaduto.

Probabile morte naturale

Secondo i primi accertamenti medico legali disposti dalla Procura di Lanciano, il corpo della donna non presentava alcun segno esterno di violenza. Questo dato fa presumere che si sia trattato molto probabilmente di una morte naturale.

Secondo il medico legale, lo stato del cadavere fa ipotizzare che la morte possa risalire a circa una settimana fa. Durante tutto questo tempo nessuno si sarebbe accorto di nulla.

Nonostante qualcuno avesse provato a chiedere  della madre al 61enne con la quale condivideva l’abitazione. Per accertare i fatti comunque sulla salma è stata disposta l’autopsia.

La 93enne, di origine straniera e nobile, era la vedova di uno scultore e pittore di Lanciano, scomparso nel 2010 e autore del monumento che ricorda il sacrificio dei Martiri ottobrini.

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