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Esclusivo, gli interrogatori di Madonna: Come divenne “l’ambasciatore” di Cutolo

Pubblicato il 3 Aprile 2016 - 9:58

Esclusivo, gli interrogatori di Madonna: Come divenne “l’ambasciatore” di Cutolo

La nostra inchiesta sull’omicidio di Enrico Madonna fa ancora un passo in avanti.
Carlo Calvi, figlio del banchiere di Dio, “suicidato” il 17 giugno del 1982 a Londra, per avere giustizia per il padre negli anni ha raccolto una sterminata documentazione.
Calvi, che da tempo vive in Quebec in Canada, sta collaborando alla nostra ricostruzione ed, infatti, ha estratto per noi dal suo archivio e ci ha inviato lo stralcio di un interrogatorio del 1987 che il “consigliori” di Cutolo rese all’allora pubblico ministero Carlo Alemi, che poi diventerà presidente del tribunale di Napoli e all’epoca indagava sul sequestro di Ciro Cirillo e sulla sua liberazione, avvenuta proprio grazie alla intercessione del professore.

Interrogatorio
L’interrogatorio durato tre giorni, precisamente il 15, il 16 ed il 17 settembre del 1987, si svolse presso il carcere di Albany che si trova nello stato di New York negli Stati Uniti d’America. Madonna il 17 giugno del 1983 era sfuggito al blitz contro la Nuova Camorra Organizzata nel quale, purtroppo, fu arrestato anche l’innocente Enzo Tortora.
Si era prima rifugiato a Londra e poi era volato a New York. Nella grande Mela aveva potuto contare sulla protezione della potente famiglia mafiosa dei Gambino.
Una protezione che non durò in eterno ed era legata alla stella di Raffaele Cutolo.
E così anche la latitanza di Madonna fu messa al termine. In questi tre giorni di interrogatorio, sentirono l’avvocato cervinarese oltre Alemi anche l’allora maggiore dei carabinieri Leonardo Leso, l’allora carabiniere semplice che aveva il compito di verbalizzare, Giuseppe Russo, l’avvocato William J. Dreyer, l’investigatore della polizia di New York, Guy Laurence ed un rappresentante dell’ufficio immigrazione federale Henry Brattlie.

Misteri italiani
Diciamo subito che durante questi tre giorni, Madonna rivela tante cose, anche su diversi misteri italiani, come il delitto Calvi, il delitto Semeraro e del sequestro Cirillo ma che una volta al processo ritrattò tutto, tanto che il giudice Alemi lo denunciò per calunnia.
Abbiamo selezionato solo alcune delle rivelazioni fatte da Madonna.
La prima non può non riguardare il sequestro Cirillo.
La storia è nota: il 27 aprile del 1981 alle ore 21:45 nel proprio garage di casa di via Cimaglia a Torre del Greco, Cirillo venne sequestrato da un commando di cinque appartenenti alle Brigate Rosse capeggiati da Giovanni Senzani.
Durante il conflitto a fuoco restano uccisi l’agente di scorta Maresciallo di P.S. Luigi Carbone e l’autista Mario Cancello, mentre viene gambizzato il segretario dell’allora assessore campano all’Urbanistica, Ciro Fiorillo.
Il suo sequestro, durato 89 giorni, fu al centro di durissime polemiche: a differenza di quello Moro, infatti, la Democrazia Cristiana optò per la trattativa con i terroristi.
All’alba del 24 luglio del 1981, Cirillo viene rilasciato in un palazzo abbandonato in via Stadera a Poggioreale. Il giorno prima le BR comunicarono la liberazione perché era stato pagato un riscatto di un miliardo e 450 milioni di lire.
Il pagamento del riscatto era avvenuto il 21 luglio sul tram per Centocelle a Roma ed era stato portato da un amico della famiglia. La sua liberazione avvenne tramite intrecci mai del tutto chiariti, che videro probabilmente anche la mediazione di Francesco Pazienza faccendiere legato ai servizi segreti e Cutolo.
Subito dopo la liberazione di Cirillo, Cutolo, recluso presso il carcere di Ascoli Piceno, nomina anche Enrico Madonna suo difensore.
Al cervinarese, come racconta lo stesso avvocato, negli interrogatori ad Albany, viene dato mandato di portare “ambasciate”, viene usato proprio questo termine, a quelli che stanno fuori.
Madonna riscontra una sorte di delirio di onnipotenza da parte di Cutolo ma comunque viene a conoscenza, tramite questi messaggi che deve recapitare, di diversi segreti che chiamano in causa i vertici dello Stato. (continua)

Peppino Vaccariello

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