Farmacia, i Comuni caudini si mobilitano

Il Caudino
Farmacia, i Comuni caudini si mobilitano

Purtroppo c’era poca gente. Sembra quasi che le persone dei quattro comuni della Valle Caudina irpina non siano per nulla interessate ad una problematica che riguarda i malati oncologici e che noi stiamo denunciando da ben 23 giorni.Questa volta, però, la politica vuole fare la propria parte, sino in fondo. E così, in un consiglio comunale congiunto, i quattro comuni della Valle Caudina irpina si sono ribellati  alla decisione del direttore generale dell’azienda sanitaria locale di Avellino, Sergio Florio, di chiudere la farmacia del poliambulatorio di Cervinara. Ai lavori hanno preso parte anche Marco D’Acunto, segretario provinciale della Cgil Funzione Pubblica e la consigliera regionale del Partito Democratico, Rosetta D’Amelio, che sull’argomento ha già presentato una interrogazione al presidente Stefano Caldoro. “Una protesta” -come ha detto il presidente del consiglio comunale di Cervinara, Pellegrino Casale, il quale ha convocato l’assise- “che si leva per difendere le persone più  deboli. La cervellotica decisione di Florio, infatti, colpisce i più indifesi, ossia, i malati oncologici, i trapiantati e coloro che hanno gravi disfunzioni cardiache”. Dallo scorso primo luglio, infatti, queste persone devono recarsi ad Avellino e, “tutti conoscono, ha detto il sindaco di Rotondi, Antonio Russo, medico, “i disagi che comporta per noi tutti arrivare nel capoluogo di provincia, figuriamoci per persone che soffrono e che lottano per la vita” . Sulla stessa linea il vice sindaco di Roccabascerana, Pasquale Caporaso, per il quale Florio non tiene conto che negli ultimi tre anni gli ammalati di queste patologie tumorali sono aumentati e di molto. D’Acunto, dal canto suo, ha sottolineato come la Cgil aveva già denunciato questa situazione quattro mesi fa e nessuno ha fatto nulla.  Chiede una levata di scudi, una forte mobilitazione anche Rosetta D’Amelio: “Questa vicenda mette in dubbio anche il patto della salute che prevede di domiciliare sempre di più i servizi sanitari. Non solo, l’Asl ha in attivo ben sette milioni di euro e ripristinare il servizio richiederebbe solo poche migliaia di euro ed allora Florio cosa aspetta? Per una volta vuole pensare agli ammalati”.  Il sindaco di San Martino, Pasquale Ricci, porterà la vicenda al cospetto del comitato ristretto dei sindaci di cui fa parte. Ma, questa volta, tutti sono concordi, il consiglio comunale di ieri sera è solo il primo atto di una protesta che terminerà solo quando il servizio sarà riattivato.

P.V.