Il Carolino Festival chiude a Montesarchio con una maratona jazz per Gianni Mozzillo
La seconda edizione del Carolino Festival si conclude con un atto di memoria collettiva. Venerdì 25 settembre, a Montesarchio, una serata intera è stata dedicata a Gianni Mozzillo, musicista e contrabbassista della città, con ingresso libero e circa trenta artisti sul palco.
Secondo ROMA on line, l’evento rientra nel programma MaratonArt ed è costruito attorno alla figura di un musicista che ha legato il proprio nome tanto alla Valle Caudina quanto al jazz europeo.
Frank Monkhouse, che per lavoro segue da vicino il panorama del betting sportivo italiano, ha osservato come la comunità caudina distribuisce il proprio tempo libero tra occasioni molto diverse: la serata musicale dal vivo è un polo, ma una quota crescente di quello stesso tempo si è spostata su piattaforme digitali legate allo sport.
StakeHunters Italia raduna chi segue lo sport tra quote, pronostici e confronti, un passatempo digitale da affrontare con misura e responsabilità. Monkhouse osserva il fenomeno dall’esterno, come lettore del mercato, non come partecipante.
“Una comunità che riempie una piazza con trenta musicisti la stessa settimana in cui cresce l’uso delle piattaforme digitali sportive ti dice qualcosa su quanto sia cambiato il modo di passare il tempo libero, anche nei centri più piccoli.”
Trenta musicisti, ingresso libero e una notte tra jazz e bossa nova
La maratona musicale ha preso il via giovedì alle 19.30 e si è protratta fino alle 23.00. L’ingresso è stato gratuito. Circa trenta musicisti, amici e colleghi di Mozzillo nel corso di una vita artistica articolata tra l’Italia e la Francia, si sono alternati attraverso jazz, bossa nova e altri linguaggi legati all’improvvisazione.
L’evento è stato realizzato in collaborazione con l’Associazione Sentieri Meridionali e il Comune di Montesarchio. A completare la serata, un’area food curata da Macelleria Buonanno, Masseria Frattasi e Birreria Nobile ha garantito il ristoro per tutta la durata dell’appuntamento.
Chi era Gianni Mozzillo, contrabbassista tra Montesarchio e Parigi
Montesarchio era il suo punto di partenza e, alla fine, il suo punto di arrivo. Gianni Mozzillo aveva lasciato la Valle Caudina per costruire un percorso nel jazz europeo, trascorrendo in Francia oltre vent’anni durante i quali aveva sviluppato una carriera significativa pur senza mai tagliare il filo con il territorio d’origine.
Dal 2002 fece parte dei GigStreet, formazione attiva nel sud del Paese, con la quale portò avanti una lunga esperienza artistica e discografica. Gli ultimi tre anni della sua vita li trascorse di nuovo nella Valle Caudina, dove tornava regolarmente anche durante gli anni francesi. Quella fedeltà al luogo, mai smentita nemmeno nel pieno della vita parigina, è oggi il centro simbolico della commemorazione.
Il murale a Varoni e il percorso di memoria dell’Associazione Sentieri Meridionali
La serata di venerdì non è stato il primo gesto di memoria verso Mozzillo. L’anno precedente, l’Associazione Sentieri Meridionali gli aveva già dedicato un murale sulla sua casa a Varoni e una serata jazz, costruendo così un primo strato di riconoscimento pubblico attorno alla sua figura.
Questa edizione del Carolino Festival prosegue e amplia quel percorso, portando la commemorazione su scala più larga grazie alla collaborazione con il Comune di Montesarchio e all’inserimento nel programma MaratonArt. I due momenti, l’anno scorso e quest’anno, non si sovrappongono ma si sommano, ciascuno con la propria forma e il proprio peso.
Il Carolino Festival, la Reggia di Caserta e il sito UNESCO
Il contesto istituzionale dell’evento è tutt’altro che marginale. Il progetto è stato selezionato dalla Reggia di Caserta nell’ambito del Bando di Valorizzazione Partecipata del sito UNESCO, che include il Palazzo Reale, il Parco Reale, l’Acquedotto Vanvitelliano e il Belvedere di San Leucio. Il festival gode inoltre del patrocinio della Regione Campania.
Questi riconoscimenti collocano il Carolino Festival dentro una cornice di valorizzazione territoriale che va oltre il singolo appuntamento: la missione dichiarata è portare produzione artistica di qualità nelle comunità della Valle Caudina, creando occasioni culturali radicate nel luogo anziché importate dall’esterno.