In 25 anni i prezzi sono aumentati del 63%
Lo certifica l'Istat
In 25 anni i prezzi sono aumentati del 63%. In 25 anni, dal 2000 al 2025, l’indice dei prezzi al consumo in Italia è cresciuto in media del 63%.
Ma casa e utenze hanno registrato incrementi vicini al 120%, trainati dalle spese per elettricità e combustibili, così come servizi finanziari e assicurativi che superano il 100%.
Gli aumenti per alimentari e bevande si attestano intorno al 90%, di poco sotto ristorazione e alloggi (86%) e trasporti, intesi come acquisto auto e carburanti (78%).
Per istruzione e sanità gli incrementi sono stati sotto il 30% (rispettivamente 25% e 16%), mentre servizi di informazione e comunicazione hanno registrato una diminuzione del costo di beni e servizi del 58%. Il calcolo è dell’Istat che ieri, insieme alle nuove iniziative organizzate nell’ultimo trimestre 2026 per i cento anni dell’Istituto, ha presentato il report «Storie di dati – Prezzi al consumo»
E fa il confronto dell’andamento dei prezzi degli ultimi cento anni di beni e servizi evidenziando differenze significative: «Dalla metà degli anni ‘50 a oggi i prezzi dei beni sono aumentati di circa 30 volte, quelli dei servizi di circa 60».
Nel 1926 con il corrispettivo di 5 euro in Italia si potevano comprare 5,5 chili di patate. Nel 2025 i chili scendono a 3.
L’Istat ricorda poi le tre grandi crisi energetiche: 1973-74; 1979-80; 2021-22. «In tutti e tre i casi — si legge nel report —, gli aumenti su base annua dei prezzi finali dei beni energetici hanno superato il 50%, raggiungendo il massimo storico del 71,6% nell’ottobre 2022».
Nel 2026, la nuova impennata del prezzo dei beni energetici è causata dallo scoppio della guerra nel Golfo. In Europa, Italia e Spagna hanno avuto «dinamiche inflazionistiche più accentuate» rispetto a Germania e Francia, facendo più fatica ad adeguarsi alla disciplina dei prezzi imposta dalla moneta unica.