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Italia arancione, Campania resta in rosso

Italia diventa quasi tutta arancione con qualche punta di rosso. Se i dati della vigilia verranno confermati nel monitoraggio che arriva oggi, solo Campania, Valle d' Aosta e Puglia rimangono nella fascia di rischio più alta.
di redazione
4 settimane fa
9 Aprile 2021

Italia arancione, Campania resta in rosso . Italia diventa quasi tutta arancione con qualche punta di rosso. Se i dati della vigilia verranno confermati nel monitoraggio che arriva oggi, solo Campania, Valle d’ Aosta e Puglia rimangono nella fascia di rischio più alta.

Zona arancione

Tutte le altre Regioni scendono nella zona arancione dove riaprono negozi, parrucchieri, centri estetici e gli spostamenti sono liberi all’ interno del Comune. In realtà molte aree hanno numeri da fascia gialla.

Questo consente di ipotizzare la riapertura, sia pur limitata, dei ristoranti dopo il 20, al massimo a fine mese. Rimane altissimo il numero delle vittime, 487, ma comincia a scendere quello dei nuovi contagiati 17.221 e il tasso di positività è a 4,7.

Attualmente  si trovano  in zona rossa Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana, Valle d’ Aosta. Ma le chiusure delle ultime settimane hanno evidentemente funzionato e per la maggior parte oggi potrebbe arrivare l’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza che entrerà in vigore lunedì 12 aprile.

Tornano in arancione la Lombardia, ma anche l’ Emilia-Romagna e il Friuli-Venezia Giulia. Sperano Piemonte e Toscana, ma dipenderà dalla situazione delle strutture sanitarie. «I dati settimanali confermano un progressivo miglioramento in Piemonte.

Ripartenza per i ristoranti

A sperare nella ripartenza sono i ristoratori, anche se con condizioni molto stringenti. L’ ipotesi che dovrebbe essere sottoposta agli esperti del Comitato tecnico scientifico dopo il 20 aprile è quella di consentire l’ apertura a pranzo ma con un orario ridotto che potrebbe terminare alle 15 o alle 16.

In questo modo si eviterebbe l’ ora dell’ aperitivo e la possibilità di assembramenti fuori dai locali. Si pensa anche di rinnovare l’ esenzione dalla tassa per chi ha spazi all’ aperto. Da questa ipotesi potrebbero essere esclusi, almeno nella prima fase, i bar.

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