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L’Esercito Italiano si prepara a combattere, la denuncia di Rifondazione

L’Esercito Italiano si prepara a combattere, la denuncia di Rifondazione

L’Esercito Italiano si prepara a combattere, la denuncia di Rifondazione. Soldati e mezzi operativi al massimo, addestramento al “warfighting” – il combattimento di guerra – e niente congedi anticipati, a causa dello scenario internazionale mutato con l’invasione russa in Ucraina.

Circolare esercito

Sono alcune delle linee guida che emergono da una circolare interna dell’esercito italiano, resa nota ieri da Rifondazione Comunista – Sinistra Italiana, e che fa pensare che il nostro Paese si stia preparando per ogni tipo di sviluppo del conflitto in Ucraina.

Per lo Stato maggiore si tratta di un «documento di routine», per uso interno alla Difesa, ma la circolare parla di «reparti in prontezza operativa alimentati al 100%», di «massimi livelli di efficienza di tutti i mezzi cingolati, gli elicotteri e i sistemi d’arma dell’artiglieria» e di «valutare i congedi anticipati e fare ogni sforzo affinché le capacità pregiate possano essere disponibili».

Nel documento, che deve essere seguito con effetto immediato, viene indicato che «il personale in ferma prefissata dovrà alimentare prioritariamente i reparti che esprimono unità in prontezza», evitando il frazionamento delle unità e con gli “assetti sanitari” che dovranno «tenere in considerazione i prioritari impegni per le forze direttamente operative».

Lo Stato maggiore dell’esercito ha precisato che la circolare non è un documento di guerra, ma un documento contenente «precisazioni ad esclusivo uso interno, alla luce di un cambiamento sotto gli occhi di tutti, con indicazioni che rispondono alle esigenze dettate dai mutamenti del contesto internazionale. È una circolare con cui il vertice di Forza Armata adegua le priorità delle unità dell’esercito».

La posizione di Rifondazione

Rifondazione Comunista, però, insiste: «Il nostro esercito si prepara a combattere, è la dimostrazione lampante che il nostro Paese è già una parte co-belligerante nel conflitto in corso. Bisogna fermare questa spirale di guerra, dall’inizio di marzo sono moltissimi gli aerei militari partiti da Pisa e diretti all’aeroporto militare polacco di Rzeszow/Jasionka.

Cosa trasportano? Anche la Rete Italiana Pace e Disarmo denuncia che quello in corso sembra essere un vero e proprio ponte aereo militare internazionale, chiediamo al ministro della Difesa di riferire in Parlamento».